Nel c.d. terzo mondo non sono infrequenti i casi di neonati che presentano dalla nascita gravi malformazioni magari curabili, ma non in loco e non che le misere risorse di cui può disporre una famiglia.
I bambini sfortunati però, seppur in misura molto limitata visto che le risorse inviate agli stati africani sono mangiate dalla corruzione e dall’acquisto di armi, possono contare sull’azione di volontari.
Un gruppo di quest’ultimi costituiti nell’Associazione “Oltreconfine onlus” , ha segnalato un caso dapprima alla Regione dell’Umbria, e poi all’Azienda Ospedaliera di Perugia che, nell’ambito di un progetto di assistenza ai paesi del terzo mondo, ha accettato di accollarsi gli onori dei due interventi chirurgici e della degenza per un bambino africano di cinque anni, affetto fin dalla nascita da una grave patologia ad entrambi gli occhi.
E così, ieri mattina, venerdì 1 Agosto, il bambino, che è arrivato da pochi giorni in Italia con il supporto logistico dell’Associazione di volontariato, è stato sottoposto al primo intervento dei due interventi chirurgici programmati, dalla equipe del Direttore della S.C. di Oculistica Prof Carlo Cagini, che si é avvalso della collaborazione dell’anestesista Dott.ssa Simonetta Tesoro.
Al bambino era stata diagnosticata una cataratta bilaterale che praticamente gli permetteva di avere un visus molto ridotto, inferiore ad 1|10.
L’intervento chirurgico, che è consistito nella rimozione della cataratta e nell’impianto di una lente artificiale, è durato meno di un’ora ed è perfettamente riuscito, ma solo fra una settimana sarà possibile accertare la misura del visus recuperato.
Ma “Siamo fiduciosi – ha spiegato il Prof Cagini- all’ufficio stampa dell’Azienda Ospedaliera- che i due interventi daranno al piccolo una buona funzionalità degli occhi, ma l’intervento tardivo ci induce alla prudenza sul recupero totale.
La esperienza maturata anche con gli screening cui vengono sottoposti i neonati dell’Umbria e sui quali interveniamo precocemente nonchè le apparecchiature di cui disponiamo ci permettono di eseguire l’intervento di cataratta con risultati eccellenti.
In questo caso, il bambino di origine eritrea era affetto da una sindrome di “occhio pigro”, che lo ha costretto per cinque anni ad avvalersi di un visus veramente modesto“. Il paziente, accompagnato da una interprete messa a disposizione dall’associazione, stato dimesso questa mattina , sabato, e verrà seguito ambulatorialmente; il secondo intervento è previsto per i primi giorni del mese di Settembre.









