Il Consiglio regionale dell’Umbria ha approvato (16 voti favorevoli, 8 astenuti: FI, Ncd, Fd’I e Udc) il disegno di legge concernente “Nuove norme in materia di agriturismo, fattorie didattiche, agricoltura sociale e fattorie sociali”, che riordina e disciplina l’avvio e l’esercizio delle attività relative all’agriturismo, alle fattorie didattiche ed alle fattorie sociali, stabilendone criteri, i limiti, le procedure amministrative e le conseguenti attività di vigilanza e di controllo.
Per quanto attiene all’AGRITURISMO viene modificata la normativa vigente sotto l’aspetto urbanistico, amministrativo ed igienico sanitario. Viene puntualizzato e chiarito il concetto di ‘prevalenza delle attività agricole rispetto a quelle agrituristiche’. Sono stati stabiliti limiti minimi certi per la somministrazione di prodotti aziendali: 30 per cento di produzione propria, 55 per cento di produzione regionale, soltanto per il 15 per cento potranno essere utilizzati prodotti di altra provenienza. Viene anche specificato che l’azienda agricola che esercita attività agrituristiche non può esercitare altre tipologie di ospitalità e di ristorazione. I controlli, che verranno intensificati, verranno svolti dalle Unioni speciali dei Comuni. È prevista anche una semplificazione delle procedure per l’avvio dell’attività.
Per quanto riguarda le FATTORIE DIDATTICHE, ad oggi circa 140 aziende agrituristiche svolgono questa attività, si è provveduto ad aggiornare la precedente normativa. L’attività, sempre connessa all’agricoltura, potrà essere destinata non soltanto a scolaresche, ma anche a famiglie, associazioni, gruppi d’interesse, nell’ambito di una sola giornata o in più giornate, prevedendo quindi anche l’alloggio e la somministrazione dei pasti.
Le FATTORIE SOCIALI punteranno all’inclusione socio-lavorativa di soggetti appartenenti alle fasce deboli o comunque soggetti svantaggiati e disabili; fornitura di prestazione e di servizi sociali, socio-sanitari, riabilitativi, terapeutici formativi ed educativi. Il riconoscimento di fattoria sociale potrà essere chiesto dalle imprese agricole, imprese e cooperative sociali autorizzate o accreditate per i servizi socio assistenziali e socio sanitari o che abbiano stipulato accordi di partenariato con durata almeno quinquennale con enti locali, organizzazioni di utilità sociale o cooperative sociali. La proposta prevede che la Regione dia priorità nei procedimenti di assegnazione di terreni demaniali per favorire l’insediamento e lo sviluppo delle attività di agricoltura sociale.









