“L’articolo apparso su Tam Tam che lancia invettive e accuse fantasiose sui provvedimenti di individuazione nel territorio del Comune di colonie feline è sconcertante per il tono ma soprattutto denota la non conoscenza della loro natura e finalità e della disciplina normativa che ne prevede l’istituzione da parte dell’ autorità sanitaria”. È la replica dell’Assessore alle politiche sociali Comune di Todi Catia Massetti alla lettera inviata al quotidiano online.
“Il Comune di Todi – spiega l’Assessore – dando il patrocinio a questa iniziativa ha inteso sostenere l’azione della USL Umbria 1 e dell’Associazione ATTA tesa a garantire l’igiene pubblica attraverso l’istituzione di colonie feline. Le colonie consentiranno il controllo della proliferazione dei gatti che vivono in libertà nelle diverse zone della città. I gatti infatti verranno sterilizzati e curati in modo da limitare anche il diffondersi di epidemie e diminuire il fenomeno del randagismo.
La cartellonistica che verrà apposta nelle zone individuate, oltre ad indicare l’esistenza della colonia, conterrà le disposizioni di legge, che raccomandano un corretto comportamento nei confronti degli animali che vivono liberi e ricorderà le sanzioni previste per chi contravviene a queste regole, per chi abbandona gli animali (fenomeno che incrementa ogni anno il randagismo) e per chi maltratta gli animali con comportamenti incivili o addirittura pericolosi come lo spargimento di bocconi avvelenati. Quest’ultima pratica, verificatasi anche recentemente nel centro storico di Todi, oltre che incivile è anche pericolosissima per animali e umani, in particolare bambini. Personalmente – conclude la Massetti – ritengo che cercare di garantire il benessere degli animali, sia di quelli che vivono in famiglia che di quelli che vivono in libertà o nei rifugi, la collaborazione con i cittadini, singoli o associati, come l’Associazione ATTA, che se ne prendono cura, la cooperazione tra istituzioni per salvaguardare la salute e l’igiene pubblica siano finalità da perseguire con convinzione e determinazione nell’interesse della comunità cittadina.
Respingo quindi al mittente le accuse di decisioni prese alla chetichella, anzi sono prese alla luce del sole e perseguono finalità opposte a quelle paventate nell’articolo uscito su Tam Tam, che prefigura scenari di improbabili colonizzazioni di felini”.
Con una nota la Dottoressa Stefania Mancini, responsabile del “Servizio igiene urbana e prevenzione del randagismo” della Usl Umbria 1, precisa che dal punto di vista normativo la materia è regolata dalla L. n.281/1991 (“legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo”) e dalla legge regionale n. 19/1994 (“Norme per la tutela degli animali di affezione e per la prevenzione e il controllo del randagismo”). Le norme mirano a tutelare le condizioni di vita degli animali di affezione e promuovono comportamenti idonei a garantire forme di convivenza rispettose del benessere degli animali, delle esigenze ambientali e di quelle sanitarie, sia per la prevenzione e cura delle malattie proprie delle specie tutelate che per quelle trasmissibili agli altri animali ed all’ uomo.
Per “Colonia felina”, aggiunge la responsabile della USL1, si intende un gruppo di almeno 5 gatti adulti, di entrambi i sessi, in età fertile che vivono in libertà, legato stabilmente con un territorio e con l’uomo, che dipende dall’uomo da un punto di vista alimentare e che frequenta abitualmente lo stesso luogo.
Al fine di evitare procreazione ed incremento di numero incontrollato della popolazione felina, i Servizi Veterinari delle ASL debbono sottoporre a sterilizzazione chirurgica i gatti delle colonie. A questo scopo vengono censite le colonie feline che sono istituite in luoghi pubblici.
La legislazione vigente, pertanto, protegge le colonie di felini in libertà, che, al fine di evitare sovraffollamento e trasmissione di malattie infettive, vengono sterilizzate e controllate dai Servizi Veterinari della ASL.
Le Associazioni animaliste, come l’ATTA di Todi, ma anche i privati cittadini possono partecipare alla gestione delle colonie feline provvedendo alla loro alimentazione su suolo pubblico, in punti che non rechino fastidio alla cittadinanza, preoccupandosi di far sottoporre a sterilizzazione chirurgica, da parte delle ASL, i soggetti che la compongono per evitare nascite, segnalando se vi siano soggetti con problemi di salute e gestendo alimentazione e quant’altro nel rispetto delle norme igienico sanitarie nonché della pulizia e del pubblico decoro.









