“Uccide una vipera da record: 1,2 metri di lunghezza” è il titolo che campeggia sulla cronaca spoletina di un quotidiano regionale di martedì, 12 agosto.
Non solo: l’eroico uccisore ha portato a compimento l’azione “con grande sangue freddo” solamente “armato di un bastone”.
L’epica vicenda non finisce qui: il sindaco del paese ha celebrato le gesta del concittadino mostrando il pericolosissimo trofeo nel corso della serata danzante domenicale, facendosi immortalare tenendo in mano la preda e abbracciando l’uccisore.
La vicenda, fotograficamente documentata, ha ovviamente “destato grande impressione da parte di tutti i presenti”. Dulcis in fundo il solerte cronista ci informa che le “dimensioni da guinnes” del pericoloso serpente avrebbero reso mortale il suo morso velenoso.
Bella e utile storia agostana, peccato che a nessuno dei suoi protagonisti, uccisore, sindaco, cittadini festaioli, giornalista, sia venuto in mente di effettuare una verifica oggettiva sull’animale.
Nessuno primato da guinnes, nessun eroismo, nessun encomio pubblico, nessun rischio mortale: in tutta evidenza, perfettamente riconoscibile dalla foto celebrativa, pendente dalle mani del sindaco è una innocuissima natrice dal collare ( Natrix natrix) o biscia d’acqua, non velenosa, inoffensiva, grande mangiatrice di anfibi e altri rettili, tra cui la vera vipera.
Quella uccisa è una grande femmina di almeno 15 anni, in cerca di sollievo dalla calura agostana, allontanatasi, come loro normale comportamento, da qualsiasi corpo idrico, anche per chilometri, dopo i 10-15 anni d’età.
Altro dettaglio del quale nessun protagonista s’è curato: tutti i rettili sono specie protette dalla normativa nazionale e comunitaria.









