Intervento dell'Amministrazione guidata dal sindaco Maria Pia Bruscolotti, sulla recente seduta del Consiglio Comunale per l'approvazione del bilancio di previsione 2014 e la definizione delle aliquote di Imu, Tari e Tasi
Bruscolotti elezioni

È utile e doveroso informare i cittadini in modo corretto e completo di quanto è accaduto nella seduta del Consiglio comunale del 12 agosto scorso. Per dire, innanzitutto, che amministratori responsabili, da poco eletti con un mandato così ampio, non possono nascondersi dietro pretesti infantili – le ferie, le Giornate massetane – per prendere  tempo e rinviare decisioni vitali per la comunità. È  stato, dunque, consapevolmente e responsabilmente, un Ferragosto di lavoro per Sindaco, Giunta e Amministrazione. C’era una scadenza alle porte, troppo importante per onorarla all’ultimo giorno utile, che sarebbe stato segno di sciatteria e disinteresse per il bene pubblico:  il varo del bilancio di previsione 2014 e la definizione di  aliquote e detrazioni dell’imposta unica comunale (IUC) che comprende Imu, Tari e Tasi.
Si tratta di strumenti indispensabili: in primo luogo, per evitare l’esercizio provvisorio – che di fatto avrebbe limitato l’attività del Comune, con il rischio di perdere la possibilità di attingere a risorse regionali e comunitarie da dedicare a opere pubbliche; in secondo luogo, per fornire ai cittadini elementi di certezza ai fini delle scadenze tributarie, a partire da settembre, e garantire a costi invariati servizi comunali essenziali. Insediati a giugno Sindaco e Giunta, è stato per questo avviato il lavoro istruttorio per portare in tempo utile, in Consiglio comunale, bilancio e manovra tariffaria. Il 22 Agosto, per fare un esempio, scade un bando per attingere a fondi regionali da destinare a opere pubbliche e il Comune non avrebbe potuto parteciparvi se non avesse avuto il bilancio di previsione approvato. Viviamo tempi aspri e difficili, nei quali amministratori responsabili non possono e non debbono perdere alcuna opportunità di procurarsi risorse con le quali realizzare interventi ordinari e straordinari, per dare un po’ di ossigeno al lavoro, all’occupazione, ai consumi. Di qui la decisione di non fermarsi neanche ad agosto, pur di avere le carte in regola. D’altra parte l’Amministrazione di Massa, come quella di tutti gli altri Comuni, ha dovuto misurarsi con cambiamenti radicali nelle forme di finanziamento. Per effetto delle leggi varate  negli ultimi anni, lo Stato centrale ha ridotto drasticamente e per certi versi azzerato i trasferimenti ai Comuni, imponendo loro di finanziarsi con la tassazione locale. Non solo: ha anche fissato i criteri di questa tassazione, lasciando ai Comuni esigui margini di manovra. Si possono non condividere queste nuove norme e, nel suo piccolo, il Comune di Massa la sua battaglia l’ha fatta; ma, alla fine, un ente locale ha l’obbligo di applicarle, sforzandosi di utilizzare al meglio i margini di intervento che ha. Per quanto riguarda Massa, la riduzione dei trasferimenti statali per l’anno 2014 si aggira sui 300 mila euro; ai quali vanno aggiunte cifre di molte altre voci di varia entità. Un paio di esempi: il rimborso IVA, che non può più essere portato in compensazione unitamente all’aumento dell’aliquota e che al Comune di Massa costerà 60 mila euro, o il contributo regionale per il trasporto e le rette scolastiche dei disabili, di cui quest’anno doverosamente si farà carico il Comune. E via sommando. Per un totale di 454 mila euro che il Comune deve reperire tramite la tassazione locale, in particolare con la Tasi. Che cosa può fare una amministrazione attenta al bene comune di fronte a una scelta che è inevitabile ancorché fatta a malincuore? Da una parte non perdere tempo, dotarsi tempestivamente degli strumenti (bilancio) per far funzionare la macchina dei lavori pubblici innanzitutto; dall’altra, sfruttare ogni possibilità di tutela dei cittadini e di protezione per le fasce più esposte ai colpi della crisi. Si è detto già del mantenimento delle risorse destinate ai disabili. Alle quali si deve aggiungere: per i redditi fino a 10 mila euro l’esenzione dalla addizionale Irpef, che per gli altri resta invariata al 5 per  mille;  il mantenimento ai livelli attuali delle tariffe per la mensa, il trasporto scolastico e l’asilo nido; invariato – anzi, con qualche risparmio sia pure modesto – resta il costo della Tari; per quel che riguarda la quota di questo tributo sulla quale può operare il Comune, alcune categorie avranno nel 2014 una consistente riduzione  rispetto al 2013: quali ad esempio i gestori di ortofrutta e fiorai, ristoranti e bar e le famiglie più numerose. Per quanto riguarda le attività produttive si è ritenuto più favorevole per le imprese lasciare  l’Imu all’aliquota di base 7,6 per mille e fissare la Tasi al 2,5 per mille, dal momento che la Tasi è per loro interamente detraibile.  L’Imu,  come è noto, non si applica sulle prime case mentre si riduce sulle seconde case (dal 10,6 al 9,6 per mille, con Tasi all’1,8; ma niente Tasi per la seconde case date in comodato gratuito a parenti diretti (dai genitori ai figli, per intenderci) con Imu bloccata alla aliquota del 6 per mille. Anche la riduzione dell’aliquota IMU per le seconde case che passa dal 10,60 al 9,60 produce un minor gettito di circa 80.000 Euro.

Rinviare un pacchetto di decisioni così importanti e complesse,  sarebbe stato un atto irresponsabile, indegno di amministratori della cosa pubblica.  Ancor più se lo si fosse giustificato con la concomitanza di ferie e feste. Perciò appare  molto grave la posizione assunta da una parte dell’opposizione. Il consigliere Guido Pecorari ha legittimamente dibattuto sulle scelte della maggioranza, ma lo ha fatto restando in Consiglio, rispettando quindi le istituzioni e il mandato dei suoi elettori, alla fine astenendosi nelle votazioni. Al contrario, altri due consiglieri, Andrea Carocci e Giuseppe Giovannelli, vista respinta la loro richiesta di rinviare la riunione e le decisioni del Consiglio, hanno subito abbandonato l’aula, per dar vita ad una esibizione in piazza con cartelli e fischietti: a riprova che il modesto show era preparato e poco interessava loro confrontarsi sui problemi di Massa. Il Consiglio si è svolto dalle ore 17,00, le decisioni sono state prese, la macchina del Comune può andare a pieno regime per il bene e il futuro di Massa. Nel frattempo, le Giornate massetane vanno, come sempre, alla grande: ottimo mangiare, buona musica, gelati squisiti, serate serene e gradevoli, grazie alla fatica di tante persone: non si sentiva proprio il bisogno che qualcuno vi si intrufolasse degradando la politica a un modesto spettacolino propagandistico.

 

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