Il libro "Monte Castellodi Vibio si racconta... a fumetti", di Simone Mazzi, Domenica 17 Agosto alle ore 17,00 verrà presentato dall'autore che intanto.. si confessa
Montecv a fumetti

Il libro “Monte Castellodi Vibio si racconta… a fumetti”, di Simone Mazzi,  che Domenica 17 Agosto alle ore 17,00 verrà presentato dall’autore, artista e storico locale, pubblicato dal CESVOL Perugia, costituisce un utile strumento per chi vuole conoscere più a fondo uno dei Borghi più belli d’Italia.

Un’opera utile ed accessibile, sia per la semplicità del linguaggio dato dal fumetto, sia per il valore artistico dei disegni realizzati dall’autore.
In esso si racconta la storia di Monte Castello di Vibio partendo dalle origini del nome del paese umbro, passando dall’epoca romana a quella medioevale, da quella garibaldina a quella napoleonica, fino a giungere agli eventi della II guerra mondiale.
Non sono trascurati dettagli storici, date ed avvenimenti che ogni abitante del luogo dovrebbe conoscere e così dalle pagine prendono vita personaggi storici, aneddoti e avvenimenti, raccontati con grande rigore storico, segno evidente di uno studio approfondito della materia in tutti i suoi aspetti, e con un pizzico di umorismo che caratterizza l’autore.

Non è la prima volta che viene realizzata una storia a fumetti, ma l’unicità del lavoro è costituito dal fatto che invece di scegliere la storia d’Italia o d’Europa, che molto interesse hanno suscitato nelle scuole, si è scelto di raccontare uno dei tanti piccoli tesori di cui è ricco il nostro bel paese. Quei luoghi ricchi di tradizione, di arte e di cultura di cui si può andare fieri.

Ma il piccolo volume non si ferma solo a questo, e qui si può dire ci sia la novità: con grande intelligenza l’autore ha saputo unire alla storia intesa come cronaca, una guida ragionata attraverso i monumenti del paese, indicando anche un percorso ideale per non perdersi nulla di Monte Castello.
Così dalla storia del Teatro della Concordia si arriva a quella delle chiese del paese, quella parrocchiale dei Ss. Filippo e Giacomo e quella del Crocefisso o di Santa Illuminata.
L’autore non tralascia proprio nulla perché da giusto spazio anche alle frazioni di Doglio e Madonna del Piano.
In fine, proprio come fosse la classica ciliegina sulla torta, aggiunge un vocabolario minimo del dialetto montecastellese, a testimonianza della sua passione per la ricerca e la tradizione.

Per come è strutturata l’opera può essere letta sotto vari punti di vista e utilizzata come utile strumento per il turista, di grande aiuto ai più piccoli per conoscere meglio le loro radici e tradizioni, di grande interesse artistico per la qualità delle vignette e per la precisione dei dettagli nono solo per rappresentare i monumenti più importanti, ma le mura, la campagna intorno e perfino i vicoli del paese, che grazie alla freschezza del segno in chiaroscuro esaltano l’abilità manuale dell’artista.

Per l’occasione abbiamo rivolto all’autore alcune domande per entrare più nel dettaglio e capire meglio il suo mondo a fumetti.Simone Mazzi

Come nasce la sua passione per il fumetto?
Prima di imparare a leggere e a scrivere, ho cominciato a disegnare e ricopiare le vignette che più mi piacevano. Le avventure di Topolino, Paperino e Braccio di Ferro mi entusiasmavano, anche se non capivo tutte le parole, ero affascinato dai disegni. Così una volta alle elementari la maestra mi consigliò la lettura dei fumetti ed ho seguito il suo consiglio. Poi come tutte le passioni, l’ho conservata, raffinata, approfondita e soprattutto esercitata tanto.

E l’idea di rappresentare la storia di un paese a fumetti?
Prima di cimentarmi con la storia del mio paese, ho provato l’esperimento con il vicino comune di Marsciano, dove sono nato. Proposi la cosa al sindaco che fu subito entusiasta della cosa e mi incoraggiò a proseguire il mio progetto. Affiancato dallo storico del paese che mi aiutò a fare ordine nei testi di tanti libri e a sintetizzare gli elementi più salienti, cominciai a disegnare e fu un grande successo.

E per Monte Castello?
La prima edizione uscì il 7 Settembre 2002. lo ricordo bene perché coincise con l’emissione del francobollo che le Poste Italiane dedicarono al Teatro della Concordia. Avevo lavorato per due anni alla ricerca di fonti storiche, documenti o avvenimenti di interesse non solo per i miei compaesani, ma soprattutto per coloro che sarebbero venuti a visitare il paese. Per la storia dovevo inventare un personaggio guida, un cicerone, e per fare questo mi sono ispirato ad un personaggio fatto a forma di torre. Intanto da due anni lavoravo presso la Provincia nel settore dell’editoria e centro stampa. Questo mi permise di acquisire conoscenze più specifiche nel campo dell’impaginazione e soprattutto nel preparare il lavoro che doveva andare in tipografia. Il successo è stato tale che più volte mi era stato richiesto di produrre la stessa storia, aggiornandola agli eventi più moderni.

Qual è la differenza principale tra la prima edizione e questa?
Nella prima ho approfondito più la parte storica e mi sono soffermato molto sulla storia del Teatro della Concordia, qui invece dando più spazio alle notizie storiche su tutti i monumenti del paese e delle frazioni, ho pensato di impostare il lavoro come se fosse una guida, aggiungendo anche un dizionario minimo di dialetto montecastellese, con tutte le difficoltà che esso comporta, ma sono soddisfatto del lavoro.

Come si vive in un mondo a fumetti?
Dovrei risponderle: “Con la testa tra le nuvole” ma non è così. C’è chi dice che la lettura del fumetto anche in età adulta, corrisponde alla sindrome di Peter Pan, cioè al rifiuto di crescere e vivere in un mondo di fantasia rifugiandosi in esso. Ma credo che non sia così. Conservo ancora una bella raccolta di fumetti che leggo e rileggo ogni volta che ne sento la necessità. Credo che la lettura di quelle storie con cui siamo cresciuto, alimenti quel bambino che è in noi. Guido Gozzano, un grande letterato, diceva: “Se da adulti non saremmo stati capaci di mantenere in vita il bambino che è in noi, non potremmo offrire nulla di buono agli altri” e io ci credo!

Progetti per il futuro?
Mi farebbe piacere raccontare la storia di altri comuni, soprattutto di quelli più piccoli, ricchi di storia, arte, cultura e tradizioni, di cui spesso non si trova traccia nelle guide. Questo creerebbe la possibilità di conoscere luoghi, persone e personaggi e di coinvolgere un bacino di utenza sempre maggiore. Intanto credo che un passaggio vada fatto nelle scuole, perché proprio da bambini ci si può avvicinare anche a storie più complesse attraverso la facile lettura che il fumetto sa offrire. Credo che solo conoscendo a fondo le proprie radici possa nascere la passione per il proprio paese come è successo a me.

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