L’ultima”Bomba d’acqua” che ha determinato il tragico bilancio nel Gargano dovrebbe far riflettere anche in Umbria, in specie nelle zone dove arrivano le nuvole che dal Tirreno si insinuano non di rado tra le basse montagne e colline che si frappongono tra l’Umbria ed il mare.
Per capire il tonnellaggio, come per le bombe vere, di quelle d’acqua basti pensare che sulle spiagge di Peschici in pochissimo tempo è caduta tanta acqua quanta normalmente ne cadeva in un anno.
In ogni caso si può parlare di nubifragio, termine tecnico per le bombe d’acqua, quando la quantità di pioggia caduta supera i 30 millimetri all’ora, o – secondo altri climatologi – quando le precipitazioni superano i 50 millimetri nell’arco di due ore.
Gli ingenti danni che questo eccesso di pioggia in spazi temporali ristretti può causare nelle aree che colpisce sono sotto gli occhi di tutti: allagamenti, straripamenti, danni a tubazioni, alberi sradicati e traffico bloccato.
Le nuvole che danno origine alle bombe d’acqua sono determinate dal fatto che l’aria calda proveniente dal mare sale fino a incontrare correnti più fredde che la fanno condensare e facilitano la formazione di nubi temporalesche.
Questi fenomeni sono più frequenti quando la differenza tra masse d’aria (quella umida e calda proveniente dal mare e quella più fredda negli strati superiori dell’atmosfera) aumenta.
Dagli anni ’70 ad oggi la temperatura dei mari del mondo è salita di quasi un grado, a causa del global warming ed il Mediterraneo è, per le sue caratteristiche, un bacino chiuso in cui la temperatura si è innalzata ben più della media e da cui quindi sale, per effetto dell’evaporazione, maggiore umidità.
Per questo le nuvole sono più gonfie e soggette a rilasciare tutto il loro contenuto tutto in una volta.
Le bombe d’acqua, come tutte le bombe, fanno danni a secondo del tipo di bersaglio che colpiscono.
Quelli che subiscono zone perfettamente pianeggianti sono condizionati dalla presenza o meno di opere idrauliche di drenaggio.
Per le zone in pendenza c’è da considerare che per effetto del sommarsi dell’acqua caduta in un punto con quella caduta nei punti a monte c’è un cumulo nel volume e peso che aumenta di metro di metro in modo progressivo, che spesso vede aggiungersi detriti e che quindi acquista forza dirompente ogni centimetro in più che scende a valle e raggiunge le zone pianeggianti circostanti che magari nel frattempo hanno i guai loro.
Per cercare di evitare questo scenario c’è quindi bisogno che, già dai punti del territorio più alti, funzioni più che alla perfezione un sistema che intercetti le acque, almeno fin tanto che le dimensioni delle condotte fognarie e/o dei canali lo consentono, al fine di ridurre la portata e la forza/ velocità dei fluidi che si riversano più in basso.
Una cosa del genere è facile nelle zone abitate, anche se l’asfalto impedisce l’assorbimento da parte del terreno.
Sarebbe facile nelle zone coltivate, se ovviamente si sia fatta una sistemazione del terreno adeguata, arature, pulizia e manutenzione dei canali, alberatura di contenimento nelle zone scoscese ecc.
E’ invece una cosa impossibile nei terreni scoscesi, spogli, abbandonati dove il terreno è divenuto duro come il cemento.
Queste sono tre cose che anche a Todi si dovrebbero fare ed invece: la quasi totalità dei tombini stradali risulta a vista colma di fango, foglie e di tutto di più, compresa una colorazione variopinta che forse dovrà servire a qualche lavoro programmato.
Una situazione che peggiora di giorno in giorno con la caduta delle prime foglie di un autunno imminente.
La situazione dei campi coltivati è variegata a seconda che a curarsene siano veri contadini o semplici “lavoratori della terra”.
Per i campi abbandonati e ce ne sono molti lungo le pendici del colle tuderte, si può scommettere che, anche se cade una bomba d’acqua, questa correrà a razzo quasi tutta a valle, visto che la terra è divenuta impermeabile, i canali di raccolta ed irreggimentazione o semplice rallentamento delle acque piovane non ci sono o se c’erano sono spariti nell’incuria di anni.
Dovesse una bomba d’acqua cadere sul centro di Todi sarebbero guai per tutti coloro che si troveranno un gradino più sotto dal punto più alto a loro vicino








