In corso controlli da parte dei comandi stazione forestali della regione per la verifica degli impianti di depurazione delle acque reflue urbane presenti in Umbria ( circa 300 )
depuratore

L’Umbria cerca di giocare la carta turistica, puntando a presentarsi come la Svizzera italiana, ma per emulare gli svizzeri le amministrazioni pubbliche locali hanno ancora molta strada da fare per capire che la corretta manutenzione di tutto ciò che contrasta la salubrità del territorio: acqua ed aria in primo luogo viene prima di tanti tagli di nastri ed inaugurazioni.

Il risultato dei controlli che i comandi stazione forestali della regione hanno effettuato per la verifica degli impianti di depurazione delle acque reflue urbane presenti in Umbria ( circa 300 le autorizzazioni allo scarico di depuratori di acque reflue urbane in corpo idrico superficiale, di cui circa 2/3 rilasciate dalla Provincia di Perugia ed 1/3 di competenza della Provincia di Terni) non è per nulla confortante, anche se in netto miglioramento rispetto a sei anni fa, tempo forse eccessivamente lungo. 

I controlli sono stati concordati con Arpa, l’Agenzia incaricata del monitoraggio degli scarichi in regione.
In totale sono stati controllati finora 79 impianti di depurazione ed elevati 23 verbali amministrativi per altrettante irregolarità accertate di tipo amministrativo.
Sono state contestate direttamente 12 sanzioni per l’importo complessivo di 26.615 euro e trasmessi alla Provincia 11 verbali di riferimento per sanzioni con importo da un minimo di 3.000 ad un massimo di 30.000 euro.

Tra le irregolarità contestate lo scarico di acque reflue con superamento dei valori limite di emissione previsti, scarico di acque reflue urbane sul suolo in mancanza di autorizzazione, mancato rispetto delle prescrizioni dell’autorizzazione allo scarico, mancato possesso dei registri di carico e scarico dei fanghi di depurazione, mancata o errata compilazione dei formulari di identificazione dei rifiuti.

Nell’ambito dei controlli sui depuratori è stata elevata una comunicazione di notizia di reato per sversamento di rifiuti liquidi sul suolo provenienti da una rete fognaria, pena prevista dell’arresto fino ad un anno o ammenda fino a 26.000 euro.

La situazione emersa a seguito dei controlli effettuati risulta molto migliorata rispetto al 2011 quando furono accertate violazioni di natura penale con denuncia di tre titolari delle società di gestione dei depuratori, inoltre il sequestro preventivo di due depuratori nel ternano, per superamento dei limiti tabellari di sostanze pericolose (zinco) nello scarico nel corpo recettore, ed uno nel perugino, altresì furono elevate 139 sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 380.000 euro.

 

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