A tal proposito, la realizzazione della rotonda all’incrocio di fronte a Porta Romana era stato il primo risolutivo intervento, che aveva permesso di sistemare l’area dove una volta era situata la edicola (accanto alla porta) e la eliminazione del gabbiotto in vetro per i vigili urbani, da decenni abbandonato lungo il marciapiede.
Il tessuto di Viale Angelo Cortesi soffriva (e soffre) della deficitaria urbanizzazione degli anni ‘60 con pavimentazioni estemporanee e di bassa qualità, marciapiedi e sistemazioni di quote con gradini, scese e piccole rampe, barriere architettoniche.
Alla stessa stregua, c’era (e c’è) la necessità di dare sistemazione alle alberature, senza un disegno complessivo. Altra criticità era (ed è) il sistema dei parcheggi che limitava fortemente la accessibilità pedonale e la attrattiva degli esercizi commerciali presenti sulla zona.
Per risolvere le suddette criticità si era progettato un intervento complessivo ed organico che valorizzasse la distinzione tra area pedonale e carrabile in favore di una maggiore ampiezza e qualità degli spazi pedonali. Un pool di straordinari urbanisti, architetti ed ingegneri ci avevano dato il sogno tangibile di una nuova rinascita, di un nuovo e bellissimo ingresso di Todi, degno delle sfide che ci attendono nel futuro.
Tutti gli spazi pedonali, ad esempio, avrebbero dovuto essere ampliati fino aduna larghezza di 4,5 metri realizzando una pavimentazione in pietra locale, pietra di Izzalini, in diverse dimensione con pezzature a correre e cigli in pietra calcarea.
Era, ancora, previsto il completo abbattimento delle barriere architettoniche lungo i marciapiedi del tratto di viale Angelo Cortesi, così che si potesse avere un percorso completo dalla zona dei Cappuccini fino alla piazza della città a disposizione dei portatori di handicap o delle persone anziane.
Avrebbero dovuto essere introdotti nuovi elementi dell’arredo urbano: lampioni di illuminazioni, panchine per la seduta e cestini di rifiuti. La carreggiata in asfalto ad elevato indice di insonorizzazione, l’illuminazione diffusa, la presenza di indicatori luminosi lungo le fasce di attraversamento e la installazione di un punto multimediale di informazione avrebbero completato l’intervento.
Al contrario, la amministrazione Rossini ha inteso stravolgere il progetto iniziale, stornando gran parte dei fondi, per la realizzazione delle rotatorie di Cappuccini.
Il risultato è stata la necessità di limitare l’intervento a metà di Viale Angelo Cortesi e a cambiare radicalmente il senso dello stesso.
Innanzitutto nel privare gli esercizi commerciali dello spazio pedonale che era stato loro dedicato, riducendo il marciapiede a poco più di un metro di larghezza, rispetto ai quattro metri e mezzo iniziali.
Non parliamo poi delle barriere architettoniche, che rimangono pressoché inalterate.
La decisione di impiegare i mezzi economici da un altra parte ha, poi, ridotto (potremmo dire annullato) la riqualificazione con il nuovo arredo urbano.
E così, niente panchine, nuova illuminazione o cestini dei rifiuti. Nessun intervento sulle alberature o su verde urbano che desse un senso di organicità su tutta la via.
Alla stessa stregua, si è stati costretti ad abbandonare la sistemazione della carreggiata, con il nuovo asfalto e la installazione dei punti luminosi.
Abbiamo il fondato sospetto che con queste modifiche dello straordinario progetto iniziale, fortemente volute dalla attuale amministrazione comunale, si sia sprecata una occasione che, forse, non tornerà più.
Di fatto, l’intervento, per come è stato modificato e realizzato, non risolve nessuno dei problemi dell’area, che invece avrebbe il diritto di essere considerata la più importante zona di commercio diffuso della città, oltre che il biglietto di ingresso di Todi.