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L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato  all’unanimità una mozione firmata dai consiglieri Gianfranco Chiacchieroni (Partito democratico) e Massimo Mantovani (Nuovo Centrodestra) che chiede alla Giunta regionale di mettere in atto iniziative per il rilancio della ceramica artistica.

L’auspicio, contenuto nel documento di indirizzo, è che la Regione possa intervenire per garantire supporto alle imprese che necessitano di un piano di programmazione definito e specifico per il settore, perseguendo obiettivi utili alla  realizzazione di un circuito regionale integrato di interesse comune, ma anche ad adoperarsi  per la tutela di operatori professionali altamente specializzati.

Illustrando l’atto, Gianfranco Chiacchieroni ha rilevato che “in questo particolare momento storico è importante rilanciare l’interesse per il settore dell’artigianato promuovendo e facilitando il processo aggregativo delle imprese, così da poter consentire la massima penetrazione nel mercato nazionale e internazionale. Il testo unico in materia di artigianato, che comprende anche la ceramica, prevede la possibilità di istituire tavoli tematici di settore, che attraverso l’individuazione di specifiche iniziative possano favorire lo sviluppo dell’artigianato artistico.
La sfavorevole congiuntura economica che ha colpito il tessuto produttivo della nostra regione ha segnato in modo particolare la ceramica artistica: una situazione a cui i Comuni di Deruta e Gualdo Tadino, le istituzioni regionali e comunitarie, le associazioni di categoria e il mondo delle imprese artigiane hanno cercato di reagire, con il coordinamento dell’assessorato regionale allo sviluppo economico.

Questo documento – ha spiegato – impegna la Giunta regionale a istituire un tavolo di settore per la ceramica artistica in tempi brevi, per rilanciare l’attività del settore; ad intervenire con tutti i mezzi a disposizione per garantire supporto alle imprese che necessitano di un piano della programmazione definito e specifico, per favorire la realizzazione di un circuito integrato di interesse comune”.

Nella discussione è intervenuta Sandra Monacelli la quale tra l’altro ha messo in evidenza che “ Oggi, il vero limite, l’ostacolo all’affermazione delle vicende economiche che ruotano attorno alla ceramica, sono quelle tipiche della crisi economica degli altri settori: la difficoltà di accedere a crediti, a relazionarsi con il mondo delle banche, la difficoltà nell’accedere a nuovi mercati. Ma siamo in assenza anche di supporti e tutele delle peculiarità regionali, tra le quali la ceramica…….   È necessaria una regia che consenta di abbracciare in una maniera complessiva, e non più con interventi spot, le singole problematiche. Appoggio convintamente  e sostengo questa proposta chiedendo anche ai firmatari di poter aggiungere la firma alla loro”.

Vincenzo Riommi (assessore regionale Sviluppo economico) ha fatto presente che “ La materia è particolarmente seria e merita una lettura approfondita.
Il tema della ceramica non è congiunturale, viene da lontano, anche se la ceramica umbra, in particolare quella artistica, non sta comunque ferma. È un settore che combatte, che lavora, che sta pagando pegno, ma che ha messo in campo percorsi di uscita, vedendo da sempre nel governo regionale un punto di riferimento importante.  Come consigliere e come assessore sono d’accordo per l’istituzione di un tavolo della ceramica artistica.
Da noi, questo settore, come pure quello del mobile, oltre a essere alta qualità, storia, tradizione, hanno un’incidenza importante nel pil, nel numero delle imprese e nel numero di occupati
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È importante il coordinamento delle iniziative in un ambiente che tra l’altro è storicamente molto articolato. Ben venga un luogo dove si ragiona, nello specifico, dell’artigianato artistico e della ceramica artistica. È necessaria una fase di riorganizzazione. È evidente che dentro i processi generali l’artistico ha una possibilità di prospettiva. Questo pezzo di Made in Umbria è una cosa che ci serve. Con il testo unico dell’Artigianato abbiamo aperto un po’ la strada. Bisogna combattere la contraffazione e puntare sui marchi. Su questo la Seconda Commissione consiliare può lavorare di concerto con la Giunta, perché gli approcci in questo caso possono essere sia di governo immediato: provvedimenti, bandi, e via dicendo, ma anche normative a sostegno di questo settore”.

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