Grazie a Giove Pluvio i frequentatori di Via Menecali, davanti all’Istituto per ragionieri e geometri, difronte all’osannato Tempio della Consolazione, nell’unico ingresso turistico della città, hanno potuto comprendere finalmente il valore di quei paurosi avvalamenti della pavimentazione: sono diventati dei grandi laghetti nei quali mancano soltanto i pesci che si spera qualcuno provveda presto a buttarci per poter far praticare un po’ di sana pesca sportiva.
Ci scusiamo con i lettori per il sarcasmo di basso livello ma come utenti e frequentatori di quella zona non abbiamo trovato di meglio per denunciare una situazione talmente evidente e che perdura ormai da due anni senza che chi di dovere vi ponga rimedio.
Non è una questione di decoro e quindi puramente estetica: quei baratri che si aprono sul piazzale sono PERICOLOSISSIMI ed è un miracolo che non siano ancora avvenuti incidenti. C’è il rischio che motociclisti poco avveduti vengano sbalzati vie e che le auto possano romperci le sospensioni, le gomme e chissà chi altro.
Stiamo parlando di crateri  enormi, resi ancora più insidiosi quando sono pieni d’acqua e quindi meno visibili, dossi enormi che di notte neanche si vedono e che non risultano neppure segnalati.
Come si fa a lasciare tutto in quella maniera? Cosa si aspetta a metterci almeno una “toppa”? Oppure, tanto per chiudere sempre con il sarcasmo, si pensa di trasformarle in un’attrazione natalizia tipo montagne russe?

 

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