La Consigliera regionale umbra dell’Udc Monacelli si è affrettata a commentare la bocciatura di un emendamento presentato dalla Giunta Regionale sull’assestamento di bilancio “non è
un caso che questa spaccatura si sia verificata all’indomani della
presentazione della proposta di legge elettorale, ufficialmente dell’intero Pd. Quanto accaduto oggi potrebbe essere soltanto l’antipasto di un pranzo ben più indigesto per la maggioranza”.
In effetti il rotolare di bocce contro la Giunta Marini, oltre l’ovvia azione della minoranza consiliare, ha visto schierata di fatto con essa anche una frazione della maggioranza (Brega, Smacchi, Barberini – Pd) oltre Goracci e quindi con 15 si, 11 no e quattro astenuti, l’emendamento non è passato e la manovra sarà nuovamente discussa in Prima commissione nella seduta già convocata per la mattinata di domani per poi essere riportata in Assemblea nella riunione fissata per il pomeriggio di venerdì 14 novembre.
Che la “spaccatura” sia un sintomo dei contrasti all’interno della maggioranza è incontestabile, ma che sia la legge elettorale il vero casus belli sarà da vedere.
Di certo è che la divisione è avvenuta su una cifra risibile: la Giunta aveva proposto di destinare un finanziamento aggiuntivo di 90mila euro per la società Sviluppumbria e un contributo di 15 mila euro alle manifestazioni storiche, all’interno di una manovra di complessivi di 34,8 milioni di euro.
In precedenza era stato respinta la richiesta di Smacchi e Barberini (Pd) di incrementare di 60mila euro i fondi per le manifestazioni storiche riducendo a 30 mila euro l’ulteriore contributo a Sviluppumbria.
Dei quasi 35 milioni, circa 6,3 milioni derivano da riduzioni di spese e rimodulazioni di stanziamenti riassegnati ad altri interventi: 190mila euro per concorso regionale alle spese sostenute dagli enti locali per il personale a tempo determinato (legge ’61/’98’); 600mila euro per il finanziamento di funzioni e compiti delegati alle Province; 1 milione 165mila euro per il finanziamento dei servizi per la mobilità e del trasporto pubblico locale; 868mila euro nel settore attività culturali-turismo-spettacolo-grandi eventi (portale turismo 126mila, interventi a sostegno dello spettacolo 245mila, bande musicali 40mila, biblioteche ed archivi storici 100mila, eventi di particolare interesse regionale 115mila, sistema museale 142mila, la promozione e sviluppo delle attività sportive 100mila); 1 milione 655mila euro nel settore agricoltura-foreste (promozione agroalimentare 80mila, repressione degli incendi boschivi 235mila, pesca professionale 60mila, indennizzo danni fauna selvatica 936mila, gestione del patrimonio agro-forestale 324mila, valorizzazione dell’apicoltura 20 mila). E ancora: 225mila euro per contributi per l’attuazione del diritto allo studio; 375mila euro per contributi ai Comuni per i servizi socio educativi per la prima infanzia; 75mila euro per la valorizzazione della funzione sociale degli oratori; 100mila euro per il superamento delle barriere architettoniche; 115mila euro per interventi in materia di Protezione Civile; 40mila euro per la sicurezza nei luoghi di lavoro; 700mila euro per interventi relativi alla realizzazione della “Community Network”; 100mila euro per il piano telematico regionale; 150mila euro per infrastrutture per la ricerca e l’innovazione in materia di telecomunicazioni.
Ma poi la Regione prevede la contrazione di un nuovo indebitamento per 28,5milioni di euro, da destinare a spese di investimento: 7,5milioni per il cofinanziamento dell’edilizia abitativa per gli studenti universitari; 800mila per il demanio idrico (in particolare per le criticità dei torrenti Argento, Fossalto, Chiani, Topino, Caldognola e Fosso dell’Anna); 1,7milioni per la forestazione e l’economia montana; 900mila per il finanziamento dell’impiantistica sportiva; 7,5milioni per il cofinanziamento degli interventi di investimento attuati dalla Regione nell’ambito del PSR; 2milioni per il cofinanziamento degli investimenti nel patrimonio sanitario; 1,5milioni per la realizzazione di infrastrutture per la mobilità regionale; 300mila per la manutenzione straordinaria del Palazzo del Broletto; 300mila per il sistema museale regionale.
Su tale mutuo l’assessore Bracco aveva sottolineato che “Abbiamo scelto di non aumentare le tasse e di contenere la spesa.
Nel merito della manovra: le spese per investimento sono interventi anticiclici.
Se investiamo 7,5 milioni per la manutenzione delle strade andiamo verso l’espansione delle sviluppo. Abbiamo un limite di legge, il 20 per cento delle risorse proprie della Regione, per il ricorso al mercato.
Noi negli ultimi 4 anni non abbiamo contratto mutui e siamo scelti notevolmente sotto quella soglia.
Oggi abbiamo una possibilità di indebitamento molto più elevato di quei 25 milioni che abbiamo deciso di utilizzare per intervenire a sostegno dell’economia regionale.
Gli interventi in favore dell’Adisu fanno parte di un programma triennale che la Regione cofinanzia, alcuni di essi, come il famoso padiglione A, possono anche essere già state realizzate. Adesso, in una fase di crisi economica, abbiamo deciso di intervenire con le risorse disponibili per gli investimenti.
Mi stupisce che mentre a Roma si registra una convergenza nel chiedere all’Europa di poter usare il debito per l’investimento, lo stesso tipo di scelta praticata in Umbria viene criticata.”








