Il numero 13 non ha portato bene all’Umbria, che registra il nuovo caso nazionale, primo regionale, di una morte avvenuta dopo, temporalmente, la somministrazione del vaccino antinfluenzale.
La vittima sarebbe di Spoleto e si tratterebbe di una donna ultraottantenne deceduta il 26 novembre.
Le segnalazioni di morti su cui si sta indagando per accertare se vi sia un nesso di causa – effetto dei decessi con la vaccinazione riguardano ora otto regioni: Sicilia (2); Molise (1); Puglia (2); Toscana (2); Emilia Romagna (2); Lombardia (2); Lazio (1) e Umbria (1)
In proposito la Regione Umbria ha emesso il seguente comunicato:
In data 26 novembre è avvenuto a Spoleto il decesso di una paziente di 83 anni – presso la propria abitazione – a distanza di 24 ore dalla somministrazione di vaccino antinfluenzale Fluad della ditta Novartis. La paziente era affetta da gravi patologie, per le quali assumeva molti farmaci. È quanto comunica la Direzione alla Sanità della Regione Umbria che aggiunge: il vaccino influenzale somministratole non appartiene ai due lotti segnalati dall’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), che non sono stati acquistati né distribuiti da nessuna Azienda sanitaria dell’Umbria. Sebbene apparentemente la morte non sia immediatamente correlabile alla somministrazione del vaccino, il medico curante ha proceduto correttamente a segnalare l’accaduto.
Allo stato attuale – prosegue la Direzione regionale alla Sanità – si attende di conoscere dall’Aifa eventuali provvedimenti da adottare. Si ritiene importante precisare che finora nessuno degli accertamenti avviati dalla casa farmaceutica, né dall’Istituto Superiore di Sanità e da Aifa ha stabilito una qualche forma di correlazione tra la somministrazione del vaccino e i decessi accaduti. Tutte le segnalazioni finora effettuate hanno quindi significato precauzionale








