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Intervento del dirigente scolastico alla messa natalizia per il liceo “Jacopone da Todi” e l’istituto “Ciuffelli-Einaudi”, tempio di San Fortunato
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Una sintetica riflessione sul momento che stiamo celebrando in occasione di questa Messa natalizia, ed in particolare sul messaggio che ci ispira l’avvento di Cristo nel mondo e nella storia.

Partirò da una breve citazione di un grande filosofo cristiano, Blaise Pascal, che scrive: “Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce: lo vediamo in mille cose.
Io affermo che il cuore ama naturalmente l’essere universale, e se stesso naturalmente, secondo se si volge verso l’uno o verso l’altro, o se si indurisce contro l’uno o contro l’altro, a propria scelta”.
Ebbene, il filosofo francese ci invita a comprendere quanto sia importante la scelta del nostro cuore di decidere se indurirsi e pietrificarsi nei confronti di se stesso e di tutto ciò che ci circonda, o se piuttosto aprirsi alla prospettiva dell’amore e della bellezza, che sciolgano, con grazia e dolcezza, il risentimento e l’amarezza, l’indifferenza e l’egoismo.
Soltanto sciogliendo in tal senso il nostro cuore, potremo vedere gli altri e il mondo in una luce diversa, finalmente pura e serena, confermando quanto Fëdor Dostoevskij fa affermare al suo caro principe Myškin, ossia che “solo la bellezza salverà il mondo”.

E l’amore è naturalmente portato al bello, perché rappresenta la passione dell’esistenza, la decisione di prendere parte attiva al mondo, considerandolo come un dono e una benedizione.
 Se, infatti, noi esseri umani saremo in grado di scegliere di amare il mondo, piuttosto che odiarlo, allora avremo la possibilità gratificante di farne trasparire la bellezza, che non sarà soltanto la bellezza del mondo naturale o delle opere dell’uomo, bensì anche, essenzialmente, la bellezza dell’incontro con gli altri e della condivisione del nostro essere, dei nostri sentimenti, della nostra comune umanità.

Perché, come afferma una della più grandi intellettuali del Novecento, Hannah Arendt, il sentimento che deve informare l’uomo nei confronti degli altri e della realtà è la gratitudine, è l’Amor mundi, che ci affrancherà dal rischio e dalla negatività di utilizzare strumentalmente uomini e cose, guidandoci invece verso una radiosa e pacificata fruizione del bello e del bene che albergano in ciascuno di noi.
Si tratterà, allora, di sperimentare con fiducia il thaumazein affermato dagli antichi filosofi greci, ovvero il senso di meraviglia e di stupore che ci assale quando ammiriamo la bellezza abbagliante del macrocosmo che ci circonda e del microcosmo rappresentato dalla nostra umanità, dal nostro cuore e dalla nostra ragione.
Buon Natale a tutti!                                       
                 

 

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