Condividi su facebook
Condividi su twitter
La Provincia recede da numerosi enti ed associazioni, di cui era parte, che ora dovranno sostenersi con le loro forze o perire
provincia_di_terni-stemma2

Lo prescrivono le nuove leggi di riordino degli enti provinciali,  ma il fatto si aggiunge anche alla ritirata “dall’effimero”, che coinvolge pesantemente tutte le realtà umbre e non.

Quel fenomeno dell’effimero la cui origine può farsi con tutta probabilità risalire all’assessore comunale di Roma Nicolini ( il re dell’effimero) il quale negli anni ’70 del secolo scorso diede il via al sostegno pubblico sempre più sostanzioso a manifestazioni di breve durata con lo scopo dichiarato di aumentare l’attrazione turistica oltre che allietare i cittadini. “Dal 1976 al 1985 s’inventò la leggerezza di tornare in piazza, l’effimero per uscire dal clima buio” , “ fece riscoprire una Roma allegra, luminosa e amica ai suoi concittadini dopo gli anni di piombo” dando anche fiato alla cultura.

Il segnale quindi non è incoraggiante, forse segna la fine di un’epoca che sembra destinata a vedere le finanze pubbliche ritirarsi a curare il “core business” mentre i privati si sono sempre più disabituati a provvedere con le loro forze al benessere collettivo

E’ in questa logica che perciò va vista la notizia che verrà completato entro fine marzo il processo di recesso della Provincia di Terni dagli enti e dalle associazioni del territorio provinciale di cui era parte.
Lo ha stabilito ieri il Consiglio provinciale, votando il recesso da Expolabor, Fiera delle macchine agricole di Montecastrilli, Seu, Strada dei vini etrusco-romana, Cedrav, Isuc, Fondazione Casagrande, associazione Te.Ma., Parco archeologico e ambientale dell’orvietano

condividi su:

Condividi su facebook
Condividi su twitter