Ad Agriumbria si parlerà dei molti problemi e prospettive dell’agricoltura in questo momento.
Confagricoltura sarà presente con il tema dell’innovazione, per divulgare i progetti finanziati dalla Regione Umbria a valere sulle misure 124 e 111 azione A del Programma di sviluppo rurale 2007/2013, attraverso un’applicazione multimediale consultabile nello stand dell’organizzazione e presto online sul sito dell’associazione.
“Negli ultimi anni Confagricoltura Umbria – ha dichiarato– si è prodigata nel divulgare le opportunità della programmazione regionale in materia di sviluppo rurale e ha contribuito ad attivare numerosi partenariati per la sperimentazione in ambito agricolo, coinvolgendo imprese ed enti di ricerca”.
“Nell’era del digitale – ha detto il presidente Marco Caprai – in cui è possibile massimizzare il controllo dei processi produttivi, anche in agricoltura prendono forma applicazioni tecnologiche per ottimizzare prassi produttive e sviluppare prototipi ad alta efficienza, nel segno della sostenibilità ambientale e dell’economicità delle produzioni.
E, stando ai dati mostrati in anteprima da Confagricoltura, i risultati sono stati impressionanti”.
“Il progetto Biol – spiega l’imprenditore agricolo Lorenzo Iraci dell’azienda Iraci Borgia ss e dirigente Confagricoltura Umbria – ha reso possibile l’uso dei reflui dei frantoi oleari, per alimentare il nostro impianto a biogas, valorizzando un sottoprodotto che per il comprensorio di Bevagna stava diventando un problema”.
“Sullo stesso fronte ha operato il progetto Biogas2 che – ha aggiunto l’imprenditore agricolo Rufo Ruffo, vicepresidente di Confagricoltura Umbria – con l’ausilio del Consorzio di ricerche e produzioni animali di Reggio Emilia ci ha consentito di collaudare due prototipi per migliorare il processo di biodigestione anaerobica”.
“Tuttavia – ha proseguito Ruffo –, investire in innovazione sembra non essere sufficiente. Le aziende sfruttano finanziamenti pubblici per attivare e far proliferare una rete per l’innovazione per mettere a fattore comune i risultati ottenuti, ma le amministrazioni restano molte volte indifferenti.
Come imprenditori abbiamo bisogno che le normative stiano al passo con i tempi.
I progetti realizzati hanno chiaramente sancito ad esempio, se mai ce ne fosse stato bisogno, che il biogas è una risorsa, anche in Umbria.
Auspichiamo che la Regione Umbria attinga anche a questi risultati per rendere più agevole il reimpiego dei reflui e l’uso agronomico del digestato che, per le sue proprietà chimiche e fisiche, può aumentare la sostanza organica dei suoli anche in quei comprensori caratterizzati da criticità ambientali”.
Di questi temi si discuterà sabato 28 marzo, alle 15, nella sala Europa del Centro congressi di Umbria fiere, al convegno “Esperienze innovative e prospettive delle agro energie in Umbria”, in occasione del quale sarà possibile fare il punto sulle novità relative alle biomasse legnose e al biometano, con gli autorevoli contributi del Consorzio Italiano Biogas e dell’Associazione italiana energie agroforestali (Aiel).
Per la tre giorni di Bastia Umbra dedicata all’agricoltura, Confagricoltura ha organizzato un programma ricco di appuntamenti, scaricabile on-line dal sito www.confagricolturaumbria.it, che vede protagonista l’innovazione tecnologica nel settore olivicolo, vitivinicolo e l’agricoltura di precisione, attraverso presentazione di prototipi per la meccanizzazione, dispositivi Gis e attrezzature per la guida automatica.
Ma a Bastia è in programma anche l’assemblea regionale straordinaria della Cia sabato 28 mattina e Agia Umbria – l’associazione giovani imprenditori agricoli promette di manifestare tutta la sua delusione per la situazione che si è creata con la normativa Imu
“Siamo profondamente delusi dal comportamento di governo e Parlamento che, nonostante le ripetute affermazioni sul ruolo indispensabile dei giovani agricoltori per il futuro del nostro Paese, non hanno esitato a confermare e ad approvare il decreto-legge sull’Imu, fortemente penalizzante soprattutto per chi è subentrato in azienda ai genitori.”
Così si è espressa Clelia Cini, presidente di Agia Umbria commentando la decisione presa la scorsa settimana dalla Camera dei deputati. Nella nostra regione, infatti, sono tanti i giovani agricoltori che negli ultimi anni, favoriti dagli orientamenti della Politica agricola comunitaria, si sono insediati nelle aziende di famiglia; tanti di loro lo hanno fatto in forza di contratti di comodato o affitto non considerati dal decreto-legge sull’Imu che si traduce, di fatto, in un pesante aggravio proprio sui terreni di queste aziende.
“Non ascoltando le nostre proposte di modifica il governo e il Parlamento – ha proseguito la presidente Cini – hanno così fornito un formidabile incentivo all’abbandono del settore proprio da parte di chi rappresenta le istanze più innovative dell’agricoltura nazionale e umbra, con il rischio che intere aziende cadano nelle mani di speculatori.
Gravare il bene terra di una ulteriore tassa significa, infatti, condannare le imprese familiari alla marginalità e, quindi, all’abbandono favorendo di conseguenza grandi investitori provenienti spesso da altre regioni o, peggio, dall’estero.
La nostra associazione, pertanto, aderisce con grande convinzione all’assemblea regionale straordinaria della Cia …in occasione di Agriumbria ed alla manifestazione nazionale indetta per il 31 marzo a Roma da Agrinsieme – il coordinamento tra Cia, Confagricoltura ed Alleanze delle Cooperative Italiane. In queste occasioni faremo sentire forte la nostra voce – ha concluso Clelia Cini – per far capire a tutti, in primo luogo a governo e forze politiche, che non si può gravare con questa tassa su un bene strumentale come la terra, indispensabile per la produzione di cibo e per il benessere di tutta la comunità.”









