Per il consigliere regionale Chiacchieroni “ancora oggi e per il futuro, questa infrastruttura, che festeggia nel 2015 i cento anni di vita, può rappresentare una importantissima risposta alle strategie di sviluppo previste dalla politica regionale”.
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Quando negli anni ’80 del secolo scorso fu lanciata la proposta di rinnovare e razionalizzare la rete ospedaliera dell’Umbria, moltissimi e tra essi anche politici che ora sono sulla cresta dell’onda mostrarono tutto il loro scetticismo ed impiegare molto del loro tempo a contrastarla per difendere interessi di “bottega”.

Ora la bontà dell’idea è stata dimostrata dai fatti: se tutto fosse rimasto fermo intere zone della regione sarebbero prive di assistenza ospedaliera e soprattutto l’Umbria sarebbe stata impelagata in quei “piani di rientro” che falcidiano gli ospedali solo in base alla necessità di ridurre le spese.

Poi l’Umbria di grandi idee capaci di cambiare il corso della storia regionale non ne ha avute altre se non quella, che fortunatamente sembra naufragata almeno per ora, di trasformare la superstrada E 45 in autostrada.

Eppure con molti meno soldi di quelli che sarebbero occorsi per l’autostrada una “grande idea” ci sarebbe e potrebbe correre sui binari.
Volenti o nolenti l’Umbria è in gran parte una città – regione ove, se non tutto, gran parte converge su Perugia.
Conseguenza inevitabile, gran inquinamento nel capoluogo e lungo le direttrici stradali che mette a rischio il patrimonio più prezioso e vendibile: la qualità dell’aria mentre questa è l’obiettivo di tanta gente che vive nella vicina capitale d’Italia, insieme alla salvezza dall’ ossessivo ingorgo d’ogni giorno nei trasporti capitolini.

Questa situazione dovrebbe indurre a pensare e realizzare, sia pur gradualmente, un sistema di trasporti su rotaia che: risulti meno inquinante, soddisfi la gran richiesta di trasporto degli umbri verso il capoluogo, ma anche viceversa, ed offra un trasporto veloce verso un’aria più pulita per i cittadini romani.

In questo nuovo scenario una FCU a doppio binario (come la tratta FS Terni – Terontola) potrebbe rivestire un ruolo fondamentale, insieme alla creazione di adeguati parcheggi di scambio in prossimità delle stazioni nelle varie città umbre, ove gli “automobilista per forza” possano lasciare la loro auto e mettersi, comodi, in vetture ferroviarie che li portino velocemente a destinazione.
Una FCU (o Fs) che possa poi proiettarsi verso ed agganciarsi al sistema metropolitano romano.

Stavolta ad avere una visione futuristica è anche il consigliere regionale Gianfranco Chiacchieroni (Pd) per il quale “bisogna ulteriormente focalizzare gli interventi necessari al forte rilancio della ex Ferrovia Centrale Umbra”, convinto che, “ancora oggi e per il futuro, questa infrastruttura, che festeggia nel 2015 i cento anni di vita, può rappresentare una importantissima risposta alle strategie di sviluppo previste dalla politica regionale”.

Per Chiacchieroni, gli interventi prioritari riguardano “il tratto Città di Castello-Umbertide dove la criticità acclarata dell’infrastruttura ha portato alla decisione di diminuire la velocità dei treni. Una scelta, seppure imposta da fattori oggettivi e quindi razionalmente condivisibile, che potrebbe comportare però un allontanamento dell’utenza  verso altre forme di trasporto.

Importante e non più rinviabile – aggiunge Chiacchieroni – è pure la previsione degli interventi necessari nel tratto a sud di Perugia, oltre all’attivazione dei lavori di ristrutturazione della galleria di San Gemini”.
“Prevedere, all’interno del Piano, le risorse necessarie per la piena funzionalità di questa opera sarebbe il modo migliore per festeggiare il suo centenario.
Sarebbero soldi spesi sicuramente bene – conclude Chiacchieroni – perché si tratta, ancora oggi, di una infrastruttura fondamentale sia per i cittadini pendolari, sia per il mondo imprenditoriale e quindi per lo sviluppo economico e sociale dei nostri territori”.

 

 

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