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E’ necessario occuparsi sia del cibo per il corpo, durante la fase critica, che del cibo per la mente
terapia intensiva neonatale-2

La lettura ad alta voce,  progetto da tempo attivo in più strutture dell?ospedale S. Maria della Misericordia di Perugia, verrà esteso a partire dal prossimo mese di Maggio anche alla Unità di Terapia Intensiva Neonatale.
Lo ha annunciato la Responsabile della Struttura, Dott.ssa Gabriela Stangoni.

Il progetto, chiamato “Letture in vitro” si propone di sviluppare la formazione culturale delle giovani generazioni; è stato sviluppato  dalla Regione dell’Umbria ed esteso a numerosi comuni.
Già nei corsi di formazione delle partorienti, da anni, proponiamo ai futuri genitori di iniziare un cammino di lettura ad alta voce per entrare in sintonia con il nascituro – ha ricordato la Dott.ssa Stangoni -.

Adesso vogliamo allargare l’iniziativa alla Unità di Terapia Intensiva Neonatale, dove le degenze dei nati prematuri sono anche di 2-3 mesi.
E’ necessario occuparsi sia del cibo per il corpo, durante la fase critica, che del cibo per la mente
, ed è per questo che durante le visite che i genitori fanno al proprio figlio, appoggiandolo al torace, è necessario rafforzare il legame della coppia con il bambino.
Stiamo allestendo una piccola libreria, costituita da libri semplici per permettere ai genitori di crescere insieme al loro bambino”.

Nella Struttura di Ostetricia del S. Maria della Misericordia, ogni anno nascono circa 2000 bambini, da genitori provenienti da tutti i continenti.
“E’ nostro obbligo quello di dare la migliore assistenza alle partorienti e al nascituro – aggiunge la Dott.ssa Stangoni – ma visto che la degenza media dopo il parto dura 48 ore, siamo costretti ad accelerare i controlli e a fornire le principali informazioni per la salute del bambino.
Tra queste attività  intendiamo rafforzare quelle legate alla lettura di libri da parte della coppia, e abbiamo chiesto di stampare consigli e brevi storie nelle lingue: cinese, arabo, rumeno, albanese, spagnolo, inglese, francese e ovviamente in italiano.”

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