E’ comparso in queste ore sul sito della Provincia di Perugia il progetto dell’argine per la messa in sicurezza il paese di Pian di San Martino. Già nei mesi antecedenti, la questione, aveva acceso il dibattito all’interno di quella che è ad oggi una delle frazioni più popolose del tuderte, determinando una serie di serrati confronti con le istituzioni regionali, provinciali e comunali e fra gli stessi residenti. In più occasioni si è ribadita la necessità, alla luce di quanto accaduto nel 2012, di trovare soluzioni per mettere in sicurezza l’abitato da possibili nuove esondazioni.
Tuttavia, nel corso degli incontri, i cittadini hanno maturato in grande maggioranza, l’idea di non perseguire progetti che proponessero argini perimetrali le cui controindicazioni sono state più volte espresse. A tal fine si è promossa una imponente raccolta di firme e si è stilata una lettera- documento di cui copia è stata inviata alle istituzioni competenti. L’ amministrazione comunale si è impegnata a far partecipare il progetto dando la possibilità ai singoli cittadini di intervenire con idee, proposte e suggerimenti da modulare nel progetto base. Va rilevato, a mio avviso, tuttavia, che al di là dell’encomiabile lavoro svolto dai tecnici della Provincia, cui va riconosciuta grande attenzione, disponibilità e sensibilità nella realizzazione del progetto complesso come questo, manchino le condizioni di fondo per una positiva valutazione dello stesso. E’ del tutto evidente che la cifra , seppur sostanziosa ( 2 milioni di euro circa) necessaria alla realizzazione di questa tipologia di argine e alla manutenzione dei torrenti a monte del paese, non sia sufficiente alla realizzazione di proposte alternative che avrebbero il pregio di non ridurre il paese di Pian di San Martino ad una sorta di fortino. Nelle prossime ore chiederò a tutti i consiglieri di opposizione di sottoscrivere un ordine del giorno attraverso il quale portare rapidamente la vicenda in Consiglio Comunale con l’obiettivo di rivedere la posizione dell’amministrazione in merito. L’esigenza di tutelare il Paese di Pian di San Martino non può non contemperare altre esigenze legate alla vivibilità, al valore delle proprietà e alla tutela del rischio che, senza garanzie di manutenzione dei torrenti a monte, si potrebbe. determinare nel prossimo futuro.
- Floriano Pizzichini
- 7 Maggio 2015









