Un progetto che non solo non risolve il problema della vulnerabilità di Pian di San Martino, ma che mette a rischio la sicurezza dei cittadini. Sono tre le principali criticità. La prima riguarda un progetto che tecnicamente sarebbe un “unicum” in tutta la letteratura del settore, più simile ad un muro che non ad un argine di contenimento del Tevere. Muro che rischia di essere costruito a pochi metri dalle case dei residenti della frazione. Il secondo dubbio è procedurale. Questa opera risulta inadeguata al problema, pensata contro la volontà della popolazione e senza fondi pubblici adeguati. Pian di San Martino, anche dopo quanto accaduto con l’alluvione del 2012, non merita un “contentino” ma un progetto ben più costoso e radicale. La terza preoccupazione, affatto fugata da quanto i tecnici  hanno ipotizzato per la frazione, tocca un altro punto fondamentale: i torrenti a monte del Paese, il cui afflusso di acqua specialmente nei periodi invernali è tutt’altro che trascurabile, trasformerebbero con la loro portata l’ argine in una diga il cui cuore sarebbe il centro della frazione. Sarà mia premura, sia come candidato alle elezioni regionali che come consigliere comunale da sempre attento a questi problemi, incontrare prima i cittadini di Pian di San Martino e poi anche i tecnici di Provincia e Regione affinché il progetto venga radicalmente modificato. Auspico inoltre che tutto il centrodestra tuderte e le forze civiche che lavorano per un vero rinnovamento nelle istituzioni possano intorno a questo delicato tema trovare una nuova e compatta unità di intenti.

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