Poste vorrebbe consegnare la corrispondenza solo in cinque giorni ogni due settimane, ma c'è il rischio di una procedura di infrazione, con multe, da parte dell'UE
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L’azienda Poste intende dimezzare la distribuzione della corrispondenza da dieci a cinque giorni ogni due settimane in 5.296 comuni.
I requisiti sono individuati sulla base della legge di stabilità 2015, che consente la deroga al principio di garanzia del servizio universale cinque giorni alla settimana in presenza di particolari situazioni di natura infrastrutturale e geografica in ambiti territoriali con una densità inferiore a 200 abitanti/kmq e comunque fino a un massimo di un quarto della popolazione nazionale.

Un provvedimento di tal genere interessa l’Umbria, che tuttavia come altre regioni potrebbe contare sulla difesa da parte dell’UE
.
Il taglio infatti riguarderebbe il 58,7% dei comuni italiani.

Ma, a detta del viceministro della Giustizia, Enrico Costa
, tali provvedimenti espongono il nostro Paese al rischio di una procedura d’infrazione comunitaria, con conseguenti penalità per lo Stato il che significherebbe che gli utili di Poste sarebbero finanziati due volte dai cittadini italiani ( meno servizi + multa europea); la solita regola: privatizzazione degli utili e socializzazione delle perdite

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