Ad una settimana dalle elezioni regionali, mentre si susseguono le rituali analisi post-voto a cura di partiti e candidati, nelle quali si alternano reticenze e particolarismi, è il caso di sondare il polso al Sindaco di Todi, città natale della Presidente Marini dove il candidato avverso Claudio Ricci ha sopravanzato il centrosinistra di diversi punti percentuali.
Sindaco, a Todi i risultati delle elezioni regionali hanno messo in allarme il centrosinistra…
“I risultati fanno riflettere ed aprono una discussione, ma senza allarmismi. Non servivano le elezioni regionali per sapere che c’è una crescente difficoltà di rapporto tra politica e cittadini. Todi è una città che nelle consultazioni sovracomunali ha quasi sempre espresso un orientamento di destra. E la Media Valle del Tevere riporta un dato omogeneo in questo senso”.
Tutta qui l’analisi del voto?
“No, ma ogni elezione ha una storia a sé. Ci sono molti piani che si incrociano, molte dinamiche da valutare. Sui candidati, sulla campagna condotta, sul voto di protesta. Di sicuro c’è da raccogliere il segnale di disagio dei cittadini”.
Ricci ha fatto comunque un buon risultato, superando a Todi il centrosinistra.
“Anche qui probabilmente i perché sono molti, da verificare. Di sicuro ha portato nella sua coalizione un pezzo di protesta con la Lega Nord che ha premiato. Ha insistito nel territorio della Media Valle del Tevere con diversi candidati. Ha un volto presentabile, una storia amministrativa valutata positivamente da molti in Umbria”.
C’è chi dice però che a Todi abbiano pesato le difficoltà amministrative comunali…
“È di certo possibile che le difficoltà amministrative abbiano creato qualche problema. Nei primi due anni di mandato abbiamo faticato molto, per la situazione che abbiamo trovato; l’ultimo anno è andato decisamente meglio e sono certo che nei prossimi due anni arriveranno importanti risultati che ci riporteranno in sintonia con molti cittadini, soprattutto nelle frazioni. Ma non credo si possa attribuire a questo elemento un peso maggiore del necessario. Altrimenti, me lo conceda, propongo una piccola riflessione: lo scorso anno, alle Europee, il Pd, da solo, ha preso il 46,6% a Todi: l’amministrazione era la stessa e nessuno ci ha attribuito particolari meriti. Non vorrei che si finisse come con la storiella dell’avvocato che nel riepilogare gli esiti giudiziari al cliente ripeteva: qui abbiamo vinto, qui hai perso…”.
Allora quali sono stati i principali limiti, secondo lei, della campagna elettorale?
“Credo non si sia riusciti a far apprezzare fino in fondo il lavoro svolto in questi cinque anni difficili a livello regionale. Poca iniziativa politica, poca presenza nei territori, alcuni temi mancati nella discussione. I cittadini aspettano risposte su lavoro, immigrazione, pensioni, scuola, privilegi. Inutile parlare di altro, bisogna intercettare questi temi”.
Quindi cosa crede dovrebbe fare il centrosinistra a Todi da qui in avanti?
“Consolidare il buon governo, continuando a lavorare sodo, riflettere con le forze politiche su ipotesi di rafforzamento dell’azione di governo, potenziare il radicamento territoriale, comunicare più e meglio i risultati raggiunti. Il resto lo farà ancora una volta un buon lavoro insieme alla Regione, che è rimasta in buone mani, quelle di Catiuscia Marini”.













