Soddisfazione dei Presidenti di Giunta e Consiglio, critiche dalle minoranze
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Quando si deve valutare un bilancio c’è sempre chi vede il bicchiere mezzo pieno e chi lo vede mezzo vuoto.
Alla regola non ha fatto eccezioni il Conto Consuntivo della regione Umbria per il quale“Per il terzo anno consecutivo il giudizio di parificazione emesso dalla Sezione regionale della Corte dei Conti dell’Umbria dimostra come il bilancio regionale è affidabile, solido nei suoi elementi fondamentali e ciò anche in un periodo di notevoli tagli e sacrifici economici che le Regione italiane, come tutti gli Enti locali del nostro paese, hanno dovuto sopportare a causa della crisi economica”.
La valutazione soddisfatta è della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini.

“Il bilancio regionale – ha affermato la presidente – si compone ormai quasi esclusivamente delle risorse dedicate alla sanità, al trasporto pubblico locale e delle risorse derivanti dai programmi nazionali ed europei.
E questo in alcuni casi rappresenta un vero e proprio handicap perchè è sempre più difficile mettere in campo politiche di investimento in altri settori che pure sono molto importanti per l’economia del nostro territorio. Penso ad esempio alla manutenzione ordinaria e straordinaria della viabilità regionale, assolutamente necessaria ma che non ha fondi disponibili.

Ci sono due dati però – ha affermato la presidente – che possono essere considerati come indicatori primari di una buona gestione: i conti in equilibrio sulla sanità, che fanno dell’Umbria una delle Regioni più virtuose e modello per altre realtà ed il fatto che da dodici anni la Regione non ricorre ad alcuna anticipazione di cassa, tradizionale segnale di solidità economico-finanziaria dell’Ente.

Il giudizio espresso dalla Corte dei Conti – ha aggiunto la presidente Marini – sarà anche da stimolo per la legislatura che è appena iniziata. Sulla sanità vogliamo continuare ed anzi aumentare lo sforzo per raggiungere una organizzazione migliore del servizio e del sistema.
Stesso discorso vale anche per il personale, dove abbiamo già raggiunto obiettivi importanti come la diminuzione del 25 per cento dei dirigenti, e la diminuzione del 7 per cento del personale complessivo, mentre sono diminuite dell’80 per cento le consulenze ed i contratti a tempo determinato che erano a carico del bilancio regionale.
In questo settore ci attendono tempi di notevole cambiamento, visto che le recenti riforme nazionali trasferiranno alle Regione gran parte del personale proveniente dalle Province e questo indubbiamente comporterà per tutte le Regioni, Umbria compresa, un grande sforzo di riorganizzazione della struttura”.

A vedere il bicchiere mezzo vuoto, invece, le opposizioni.
Per Claudio Ricci, portavoce regionale del Centrodestra e Liste civiche, la relazione della Corte dei conti sulla gestione della Regione Umbria la definisce “apprezzabile” in quanto “indica urgenti e necessari miglioramenti”.
Per Ricci la magistratura contabile evidenzia la “diminuzione” delle risorse utilizzabili, “l’elevato” numero dei dirigenti, le società partecipate “in perdita”, la “preoccupazione” per i titoli derivati finanziari e per l’attivazione del Centro regionale di acquisto per la sanità, attivato, operativamente, solo per il 50 per cento

Per il capogruppo di Fratelli d’Italia all’Assemblea legislativa dell’Umbria,Marco Squarta, dalla relazione emergono questioni rilevanti relativamente a rigidità del bilancio, dubbia esigibilità dei residui attivi, stima del patrimonio immobiliare e costi delle consulenze.
“La relazione presentata questa mattina dalla Corte dei conti sulla gestione economico finanziaria della Regione è a dir poco drammatica. I rilievi mossi relativamente al 2014 coincidono sostanzialmente con quelli dell’anno precedente, dimostrando unaincomprensibile perseveranza nell’errore da parte della Giunta regionale dell’Umbria, che continua ad agire al di fuori di quanto previsto dalla normativa di riferimento”.

La Corte dei conti denuncia addirittura – osserva Squarta – l’esistenza di un sistema informativo contabile inadeguato e l’impossibilità di effettuare i riscontri contabili necessari, impedendo alla Corte stessa di potersi pronunciare in merito all’effettiva attendibilità dei dati. Rilievo quest’ultimo che era stato mosso anche rispetto al rendiconto dell’anno 2013”.

Tra le osservazioni di Squarta una che non tiene conto di come l’erogazione delle prestazioni sanitarie sia un fatto unitario e non spezzettabile in settori ““La tenuta dei conti della sanità regionale – conclude – viene aggravata, anche quest’anno e più del 2013, dalla spesa farmaceutica ospedaliera, per la quale l’Umbria ha superato il tetto di spesa del 3,5 per cento, attestandosi addirittura al 7,1, in un contesto generale nazionale in cui il valore medio della farmaceutica ospedaliera è pari al 4,4 per cento.
La farmaceutica ospedaliera è passata dai 76 milioni del 2013 ai 118 del 2014”.

Il Presidente uscente del Consiglio Regionale, invece, ha commentato soprattutto i risultati relativi al solo organo legislativo “I fatti –ha detto Brega – parlano da soli. Quanto stabilito dalla magistratura contabile rimanda un’immagine della Regione nel suo complesso e dell’Assemblea legislativa che colloca l’Umbria ‘tra le regioni più virtuose’.

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