Parole dure come pietre. Sono quelle che piovono sull’Amministrazione comunale di Todi nel contesto, ad un mese dal voto regionale, di una “serena valutazione del risultato elettorale” nel comune di Todi. Se non è l’apertura di una vera e proprio crisi politica poco ci manca.
Il lungo comunicato emesso nella notte del 10 luglio dal Partito Socialista tuderte, depurato dai passaggi retorici rituali, sembra un preavviso di “sfratto” del tacito rinnovo degli accordi e degli equilibri di maggioranza. Spedito con raccomandata con ricevuta di ritorno. A più destinatari insieme, come si fa con le mail in “copia conoscenza nascosta”.
Dopo aver ricordato il buon risultato elettorale del Psi a Todi e “il forte successo personale riportato dal nostro candidato Massimo Buconi (pur non risultato eletto)”, i socialisti tuderti evidenziano “il significativo e negativo distacco registrato rispetto alla coalizione di centrodestra, dato ancora più marcato se messo in relazione a tutte le liste o coalizioni partecipanti al voto”.
E, tanto per non dare spazio a disgressioni, si sottolinea che “tale valutazione non può essere modificata anche mettendo in relazione i risultati registrati nell’intero comprensorio della Media valle del Tevere. Una analisi politica degna di tale nome – scrivono i socialisti – deve essere in grado di interpretare con chiarezza le motivazioni del voto positivo, di quello negativo e del non voto”.
Senza girarci troppo in tondo i socialisti tuderti ritengono che sul risultato negativo abbia “significativamente influito anche la percezione riferita all’attività dell’Amministrazione Comunale, come del resto emerso e riportato dai numerosi attivisti nei contatti avuti durante tutta la campagna elettorale. Non ci sembra che nelle analisi del voto effettuate da altre forze politiche sia sinora emerso con chiarezza questo dato”.
Rivolgendosi quindi agli altri partiti del centrosinistra e al Partito Democratico in primis, il PSI tuderte ritiene poi “che sottacere o sottovalutare il forte segnale di disagio espresso dai cittadini sia estremamente dannoso per l’azione di questa Amministrazione Comunale e per il riaffermarsi di un positivo progetto di centrosinistra alla prossima scadenza elettorale”.
Seppur con il linguaggio della politica, il PSI apre la crisi a Todi. Almeno così la si sarebbe chiamata in passato. Il comunicato recita: “Riteniamo che si debba da subito aprire nella maggioranza una vera riflessione sullo stato delle cose sia per quanto riferito all’aggiornamento del programma di governo, sia per quanto riferito allo stato delle relazioni e delle sintonie tra Sindaco e Giunta ed all’interno della stessa giunta. Non è procrastinabile che con estrema chiarezza ognuno faccia la propria parte e si assuma la propria responsabilità: i partiti la propria, i gruppi consiliari la loro, ogni singolo Assessore la sua”.
Il “cerino” viene messo acceso nelle mani di Carlo Rossini. Si legge, infatti, nella nota: “E’ ovvio che il Sindaco per primo dovrebbe esprimere le sue valutazioni ed indicare alla coalizione ed alla Città le proprie proposte. I socialisti tuderti sapranno rispettare l’autonomia che deve presiedere all’operato del Sindaco in quanto assolutamente fiduciosi nelle sue capacità e sensibilità; pari atteggiamento lo richiediamo alle altre forze della coalizione”.
I socialisti si dichiarano pronti a fare un passo indietro per favorire una discontinuità che altrimenti arriverà alle prossime elezioni comunali. “Con estrema chiarezza il PSI di Todi non vuole essere di eventuale freno alle azioni migliori da farsi per il bene della Città e siamo aperti anche a valutare ipotesi innovative che il Sindaco vorrà sottoporre alla discussione per rilanciare con forza l’azione e la percezione dell’Amministrazione.
O dimostriamo noi, adesso mentre siamo in corsa, di saper attuare anche delle discontinuità programmatiche o operative laddove valutate necessarie, oppure la discontinuità la praticheranno i cittadini con il voto”.
La crisi interna al centrosinistra tuderte viene sancita anche in altro passaggio: “Rispettiamo chi non la dovesse pensare come noi ma occorre che venga detto e motivato con chiarezza; sono ormai troppe le volte che i cittadini espresso critiche alle quali, forse per un mal interpretato senso di compattezza, si è risposto con sufficienza.
La nostra lealtà politica, la nostra convinta partecipazione al governo della Città, il nostro sostegno al Sindaco sono fuori discussione: ma specie dopo le ultime elezioni non siamo più disponibili a dire che va tutto bene, non siamo più disponibili ad aspettare che accada qualcosa non sapendo mai con certezza chi dovrebbe farla accadere. Per quanto di nostra competenza, con correttezza e lealtà, cercheremo di farla accadere noi”.
Il “casus belli” per l’apertura delle ostilità potrebbe essere il bilancio comunale, che in questi giorni l’Amministrazione sta approntando e rispetto al quale si ipotizza di un possibile ricorso all’aumento dell’addizionale Irpef.
Nella parte finale del comunicato stampa si dice infatti che “per quanto riferito alla discussione in corso circa il bilancio di previsione 2015 si ritiene che i criteri che debbano essere seguiti, ai fini della necessaria “quadratura” , siano quelli di procedere alla riqualificazione della spesa dando priorità alla salvaguardia dei servizi specialmente per i cittadini delle fasce più deboli, riconsiderare quelle spese che, seppure necessarie ed utili, non rispondano a requisiti di essenzialità, e semmai solo dopo le verifiche di cui sopra prendere in esame il ricorso alla tassazione”.
Che succederà adesso? Lo sapremo nei prossimi giorni, forse già nelle prossime ore. Non è escluso che possano arrivare delle forti fibrillazioni in Giunta, visto che il comunicato si conclude lasciando aperta anche questa possibilità: “Il PSI di Todi dà mandato ai propri rappresentanti di operare per il raggiungimento di tutti gli obbiettivi di cui al presente documento”.









