Non conosco i motivi del rancore maturato nei miei confronti da parte del capogruppo PD che ha messo nelle sue dichiarazioni alla stampa amica. Anche se del suo livore non me ne cale niente, debbo però informare i cittadini marscianesi, sulla verità dei fatti accaduti malamente richiamati, pro domo sua, a proprio uso e consumo dall’inavveduto consigliere PD Marinacci.
Perché devono essere i fatti, e non le chiacchiere da bar, a dover parlar chiaro fuori dal politichese inutile e strombazzato ai quattro venti utile a propalare le basse insinuazioni da propaganda dei tempi che furono. La commissione Controllo e Vigilanza, infatti, è stata convocata due sole volte (e non tre) prima della mia elezione a presidente della stessa, per l’assoluta mancanza di volontà di farla riunire da parte dei soliti noti che si trincerano dietro l’apparente mancata funzionalità degli uffici e degli improbabili ostacoli frapposti dai dipendenti dell’amministrazione comunale. In quanto alla sollecitazione che mi sarebbe stata fatta (più volte?) dalla maggioranza di convocare la commissione è, strumentale, costruita a tavolino ed è stata messa ad arte in bocca al signor sindaco. Che l’ha proferita, subito prima della sua fuga da un consiglio comunale convocato a furor di popolo ed a seguito delle richieste stringenti di spiegazioni avanzate dai comitati ambientali. Che è stata, poi, ripetuta nella riunione stessa, a seguire, anche dal vice-presidente della commissione Santarelli e, poi di nuovo, dal sindaco di rincorsa, giù per le scale del municipio, difronte ad una folla attonita che, con gran prurito alle mani, avrebbe voluto fargli sentire e capire altro, piuttosto che stare ad ascoltare le sue inutili sparate mascherate da ramanzina.
Ed il consigliere Marinacci, che tutto questo sa, meglio avrebbe dovuto cogliere l’occasione, che ha invocato nella dichiarazione da lui rilasciata alla stampa amica, per ricordarsi e ricordarci che, il primo a sollecitarla, la convocazione a seguito dell’uscita di Brunori, il 9 settembre dell’anno scorso, fu proprio il suo presidente del consiglio al termine di una seduta del plenum, dove pressò pubblicamente il consigliere Santarelli ad esser più pronto e partecipe delle prerogative della sua carica di vice-presidente.
La volontà, quindi, di non rendere operativa la commissione aveva già avuto un vizio sin dall’origine perché il suo vice-presidente si era scordato (?) di convocarla non già per una seduta qualsiasi ma, addirittura, per eleggerne, di nuovo, il presidente. Fui io stessa a sollecitarla ancora, nei mesi successivi dello scorso anno, col chiedere al presidente del consiglio che, nella sua carica istituzionale, tirasse le orecchie allo smemorato consigliere Santarelli, ricevendo, peraltro, una risposta allucinante perché, a dire del presidente Ceccarelli, tale incombenza non gli spettava. E che, comunque, si era già adoperato – non si sa bene perché, se davvero, come diceva, tutto ciò non lo riguardava – a sollecitare un Santarelli che, lui stesso, mi confidava nella sua lettera, sperava tornasse redivivo.
Da allora, sin dal novembre dello scorso anno, troppo spesso e più volte, ho dovuto, poi, salire le scale comunali per chiedere l’incontro con la segretaria della commissione che, mi fu detto però, essere dimissionaria ed in procinto di assentarsi per un po’ di tempo, e solo alla fine del mese di dicembre mi era stato possibile ottenere la copia dei verbali, più e più volte richiesti, per informarmi sui contenuti delle questioni trattate nelle adunanze della precedente consiliatura.
Ebbene, nonostante il mio continuo interessamento, solo nel febbraio 2015 è stata deliberata dalla Giunta comunale la nomina della nuova segretaria, il cui atto di nomina le è stato consegnato solo alla fine del mese di aprile, nello stesso giorno in cui con un mio risoluto intervento in comune, fu tutto fatto alla mia presenza e del suo attuale responsabile perché venisse così conclusa l’intera vicenda e si accelerasse la convocazione della commissione.
Ma la ciliegina sulla torta è stata che, per l’ultima riunione, da me decisa il 23 giugno per il successivo 30, assente per ferie la segretaria di recente nomina, nessuno dell’amministrazione si è preoccupato di far spedire la convocazione da me predisposta, nonostante che io stessa ne avessi fatto esplicita richiesta alla segreteria generale del Comune. E, quindi, la riunione è di nuovo slittata al 3 luglio, dopo il rientro dalle ferie della segretaria della commissione.
Questi i modi ed i tempi di reazione del Comune.
Tutto il resto proferito invano ed in senso contrario alla realtà dei fatti dal, quantomeno, disinformato consigliere, capogruppo PD Marinacci è solo aria fritta: il presidente della commissione ha la potestà, con buona pace dei consiglieri che non la gradiscano, ai sensi dell’art. 25 comma 2, di far intervenire i cittadini presenti in commissione. Riunione che, poi, è sempre pubblica, salvo che ricorrano condizioni specifiche di rara evenienza, per cui si avesse a riscontrare la necessità certa, e non solo desiderata da chicchessia anche se consigliere, che la seduta debba svolgersi a porte chiuse e, quindi, senza la presenza dei cittadini.
E non è stato, di certo, quella della segretezza, il caso verificatosi per la riunione del 3 luglio scorso. Oppure devo pensare che la filippica indegna ed ignobile, la triste rappresentazione fatta dai tre consiglieri del listone PD, col chiedere – impropriamente a me ed ai membri dell’opposizione – la testa di un loro consigliere, sarebbe dovuta restare nascosta, occultata ai cittadini che nulla di tutto questo avrebbero dovuto sapere, come si vorrebbe fosse fatto da noi, interpreti veri dei desideri dei cittadini, e non come al solito anche per altre questioni, fa invece la maggioranza?.
Oppure, dietro all’occultamento, non del sole e della luna, c’è dell’altro?. Perché in commissione ci sarà davvero la libertà di poter parlare sempre e da parte di tutti i consiglieri, anche della maggioranza – e perché no? dei cittadini che s’informano e vogliono sapere – delle tante questioni irrisolte sul bilancio, il patrimonio e le società partecipate del comune?.
Proprio com’era in programma nella riunione passata e, cioè, sulla mancata risposta a tutti, e dico tutti, i rilievi mossi dall’Ispettorato del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), accertati nella visita ispettiva di cinque anni fa.
E la cui conclusione, da parte di un MEF, diciamo con un eufemismo, disturbato dal silenzio del comune protrattosi per ben cinque anni su diverse questioni delicate, è stata quella della remissione dei problemi insoluti con il comune con il deferimento e la decisione passata alla Procura della Corte dei Conti di Perugia?.
Ci sono circa 800.000 euro da sistemare per gli errori di calcolo, fatti e speriamo non voluti, negli stipendi al personale dell’amministrazione comunale con l’inappropriata destinazione – a dire dell’Ispettorato del MEF – di somme al fondo decentrato ed altro ancora che in qualche modo il comune era stato invitato a sistemare anche con la ripetizione agli interessati, prima che la scure della Procura possa, e Dio non voglia, attivare un’azione di responsabilità (a chi?) per l’eventuale risarcimento del danno erariale?.
Fondo sistemato (?) in fretta e furia, con una frettolosa, quanto provvida per il comune, determinazione del responsabile finanziario che, senza tanta pubblicità – come accade invece per le domandine preconfezionate chiama e rispondi alla fantomatica Giunta – a parte quella istituzionale, e quindi dovuta, che si può vedere sull’albo pretorio e, dunque, di nascosto al più dei cittadini che non lo leggono affatto – con la quale è stato stabilito di chiedere una “sanatoria”?.
Od altro ancora che, Vi assicuro cittadini attenti, di certo non manca, su quello che il MEF voleva definito e sistemato da tempo?.
- Anna Offredi - M5S Marsciano
- 15 Luglio 2015












