Il Consiglio comunale approverà nei prossimi giorni il bilancio preventivo del Comune di Todi per l’anno 2015.
Le forze di maggioranza che sostengono l’amministrazione Rossini intendono manifestare pubblicamente le ragioni per le quali esprimeranno parere favorevole al bilancio proposto, rinnovando la fiducia a Sindaco e Giunta.
In questi anni di grandi difficoltà per il Paese, molta parte del risanamento economico è passata per i sacrifici dei Comuni. Gli amministratori locali e le forze politiche che li hanno sostenuti hanno sopportato la maggior parte del carico di difficoltà oggettive e di rapporto con i cittadini. A questo quadro generale non è di certo sfuggito il Comune di Todi.
Per risanare le gravi condizioni del Paese, i governi nazionali che si sono succeduti negli ultimi anni hanno dovuto applicare pesanti tagli, quasi sempre caduti su Comuni e Regioni. Dal 2009 a oggi Todi ha subito tagli sui trasferimenti dello Stato per oltre 4,5 milioni di euro, passando dai 5,3 milioni del 2009 agli 800 mila euro previsti per quest’anno.
A questi tagli si è fatto fronte finora con un’importante revisione della spesa e con la nuova tassazione prevista dai governi nazionali. Le spese correnti del bilancio comunale sono state ridotte di 3 milioni di euro, passando dai 17 milioni del 2009 ai 14 del 2014.
Il resto dei 4,5 milioni di tagli è stato assorbito con il ricorso alla nuova tassazione in carico ai Comuni, costretti a chiedere sacrifici ai cittadini, spesso sui patrimoni immobiliari. I Comuni sono diventati così sempre più soggetti che impongono tasse ed addirittura sono stati chiamati a riversare una parte di quanto raccolto nelle casse del governo centrale.
La situazione si è fatta davvero insostenibile. Per tutti. In tutta Italia le amministrazioni comunali, di ogni colore politico, hanno le stesse identiche difficoltà. E varrebbe la pena evitare facili strumentalizzazioni politiche da parte di chiunque per spiegare ai cittadini, una volta per tutte, che il compito degli amministratori locali, sindaci in testa, si è fatto ogni anno più duro e che a questi stessi amministratori locali va riconosciuto il sacrificio quotidiano nel portare avanti la vita pubblica delle nostre comunità.
Più volte i sindaci d’Italia hanno chiesto unanimemente interventi al Governo per porre rimedio a questa situazione ma, ad oggi, i tagli continuano a colpire prevalentemente i Comuni.
A Todi l’amministrazione Rossini ha gestito gli anni di maggiori difficoltà, quelli tra il 2012 al 2015 riuscendo in importanti opere di risanamento e riqualificazione della città. Le forze di maggioranza rivendicano i tanti risultati raggiunti, spesso non adeguatamente percepiti, a volte strumentalizzati e comunque sottovalutati. Basta mettersi di fronte le molte opere avviate, i risultati conseguiti su tanti fronti di lavoro per poter con oggettività dire che si sia fatto molto e bene. Todi uscirà più forte di prima da cinque anni di buon governo del centrosinistra.
Le forze di maggioranza sanno bene che i prossimi due anni saranno determinanti per avviare e portare a termine il resto del lavoro ancora in cantiere, soprattutto a beneficio delle frazioni e dei settori strategici di investimento per la Città. È stato ben seminato e arriveranno presto i tempi del raccolto.
A fronte di tutto questo, non possiamo nascondere ai cittadini che l’ulteriore taglio di fondi previsto per il 2015, pari ad oltre un milione di euro rispetto al già pesantissimo quadro del 2014 ci ha messo in seria difficoltà.
L’Amministrazione comunale ha garantito per tre anni un basso ricorso alla tassazione locale grazie ai molti tagli fatti e all’utilizzo di un avanzo di gestione ormai esaurito. Per il 2015 sarebbe impossibile prevedere ulteriori tagli di un milione di euro.
Per le spese di natura corrente, infatti, si possono individuare le seguenti principali macrovoci: 4,5 milioni per il personale, 3 milioni per servizi di igiene urbana e raccolta differenziata, 2 milioni per spese di funzionamento (compresi manutenzioni e impianti), circa 1 milione per gestione farmacia, 750 mila euro per trasporti scolastici e pubblici, 1 milione per utenze (compresa pubblica illuminazione per oltre 500 mila euro), 400 mila euro per mense scolastiche, 600 mila euro per ammortamento mutui, 1 milione per sociale, sport, cultura e turismo.
La ripartizione delle spese dimostra che non si può agire su una parte molto ampia di bilancio, per la quale le spese sono non comprimibili e i tagli, quindi, potrebbero essere fatti solo applicando pesantissime scelte su settori vitali per la vita della Città. Tutte le riduzioni di spesa possibili sono state fatte. Sul fronte culturale sono stati applicati tagli superiori al 25% rispetto al 2014. All’interno delle spese sostenute si potrà poi discutere di cosa continuare a finanziare e cosa non sostenere più, ma questa è un’altra discussione, che potrà essere fatta in previsione del 2016 con la consapevolezza dell’importanza del settore cultura per una città come Todi.
In più quest’anno, per legge e per la prima volta, andranno costituiti ulteriori fondi per crediti di dubbia esigibilità per 200 mila euro.
Il mancato gettito proveniente dai tagli dello Stato di un milione di euro sarà compensato per oltre 300 mila euro da nuovi tagli sulle spese amministrative e per il resto da tassazione sui redditi attraverso l’addizionale Irpef, che manterrà comunque una base di proporzionalità e progressività, chiedendo a chi più ha di contribuire in misura maggiore ed esentando una parte rilevante di soggetti a basso reddito, molti più rispetto al 2014. Esenzioni, è bene ricordarlo, inserite, come più volte auspicato da soggetti economici e sociali, solo negli ultimi due anni dall’Amministrazione Rossini. Prima di allora nessuna esenzione era prevista!

Allo stesso tempo Amministrazione e maggioranza hanno deciso di non aumentare la tassazione sui patrimoni immobiliari di famiglie e aziende, come invece fatto in molti casi in Italia, perché ritenuto assolutamente non accettabile e hanno anche deciso di mantenere tutti i servizi fino ad oggi garantiti ai cittadini senza alzare le tariffe, laddove previste, per l’accesso ai servizi stessi. Alzare le tariffe, infatti, significherebbe pesare in maniera prevalente sui soggetti a più basso reddito, cosa che Amministrazione e maggioranza ritengono inaccettabile.
Nel dover chiedere sacrifici, in buona sostanza, si è scelta la strada di chiederli a chi ha reddito, in maniera proporzionata e progressiva.
Molti comuni, anche in Umbria, applicano da anni tariffe più alte di quelle che saranno applicate nel Comune di Todi solo a decorrere da quest’anno. Riconosciamo all’amministrazione comunale di aver fatto ricorso a una tassazione più bassa della media per tre anni e di mantenersi, oggi che la situazione dei tagli lo impone, sui livelli medi dei comuni umbri.
Necessario sarà intervenire con decisione sull’evasione fiscale e l’amministrazione comunale ha già predisposto in tal senso un lavoro molto ampio e articolato che nelle prossime settimane prenderà forma, con la piena approvazione delle forze di maggioranza.
Le stesse forze di maggioranza e l’amministrazione comunale stanno già lavorando a un programma di revisione integrale del bilancio per il 2016, che possa consentire un ancor più equo carico della tassazione ed ulteriore efficienza della macchina amministrativa.
I gruppi consiliari, le forze politiche e l’amministrazione di centrosinistra intendono mantenere su questo e su altri fronti uno spazio di confronto sempre aperti con i cittadini, parlando una lingua chiara e mettendo davanti a tutti difficoltà e prospettive dell’azione pubblica, ricorrendo a ricette applicabili.  Ci è stata riconsegnata un’Italia sull’orlo del fallimento. Responsabilmente lavoreremo al risanamento, guardando avanti con lucidità e speranza.

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