L’incontro di San Biagio della Valle, svoltosi il 22 luglio, sul vincolo paesaggistico, ha ancora una volta visto come protagonista della serata il turbo sindaco di Marsciano Todini, il quale dopo l’intervento iniziale del responsabile del Pd di san Biagio, ha iniziato la sua arringa, attaccando il Soprintendente, colpevole di voler fare il suo lavoro, che è quello di difendere i principi su cui si basa tutta la nostra Repubblica.
Invece per il turbo sindaco Todini, quello che conta è la convenienza del momento, senza tener conto di nessun tipo di criterio organico. Infatti durante il suo intervento parla di vincolo che bloccherebbe la ricostruzione di Spina e l’attività di nuove costruzioni nelle zone oggi agricole. La ricostruzione di Spina è in ritardo a causa delle lungaggini burocratiche del comune di Marsciano, della regione e della provincia, e della sempre minor disponibilità di risorse finanziarie, mentre per le nuove costruzioni, a chi interessano veramente?
Durante  il suo intervento, il sindaco ha fatto notare che nel  consiglio comunale dell’11 giugno, alla votazione dell’ordine del giorno sul vincolo paesaggistico(presentato dal capogruppo Pd Marinacci) che prevedeva  il ricorso al TAR e il no al vincolo,   l’opposizione ha presentato un’emendamento dove si dichiarava a favore del vincolo e contemporaneamente  disponibile all’apertura di un tavolo con Soprintendenza e organi politici interessati, ma nello stesso tempo si ribadiva il no al ricorso al TAR. Non è proprio la stessa cosa, come invece ha affermato il sindaco, ma se fosse stata la stessa cosa, perché il PD, PM e il capogruppo dei socialisti hanno votato contro questo emendamento? Tanto i ricorsi al TAR, se il comune vince li paga la parte avversa, nel caso contrario pagano i cittadini! Il nuovo Soprintendente  Arch. Stefano Gizzi, non proviene da Napoli, come si legge in termini critici su alcuni giornali, ma dalle Marche, e proprio grazie alle sue posizioni si è evitato alcuni scempi ambientali, come il colle dell’Infinito di Recanati, dove volevano aggredire l’assetto paesaggistico della collina del Poeta.
A tutto ciò dobbiamo aggiungere la politica di smantellamento delle Soprintendenze, accorpandole alle prefetture, e togliendo loro i mezzi per poter efficacemente contrastare l’assalto selvaggio al paesaggio italiano(disegno di legge Madia). Il comportamento della maggioranza al comune di Marsciano, evidenzia un’atteggiamento miope, opportunistico e portatore di interessi particolari, che niente hanno a che vedere con uno sviluppo duraturo e sostenibile del territorio, proprio quello che invece è chiamata a fare la Soprintendenza, che ha nel suo DNA la difesa del paesaggio, come prevede l’articolo 9 della Costituzione della Repubblica Italiana. La Repubblica Italiana, fondata sul lavoro,  deve garantire gli interventi quotidiani per la conservazione dei nostri paesaggi , non le rapine mordi e fuggi del territorio.
Il Movimento Cinque Stelle ribadisce la volontà di difendere il territorio, e quindi il diritto dei cittadini a vivere in un’ambiente che non sia vittima di aggressioni che sconvolgono l’assetto del paesaggio, con evidenti traumi nella vita quotidiana, senza che nessuno li interpelli sugli interventi specifici di questi cambiamenti.

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