Lo stato dell'arte del piano di attuazione regionale evidenzia una prevalenza di assunzioni a termine
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L’Umbria dispone di 22,8 milioni di euro nell’ambito del piano di attuazione nazionale di Garanzia Giovani, con la maggior parte dei fondi, 8 milioni e mezzo di euro, destinati alla formazione, con l’obiettivo di allineare i profili dei giovani con meno di 30 anni alle richieste da parte delle aziende, mentre 3,7 milioni di euro sono destinati ai bonus per le imprese che assumono i giovani.
Le risorse restanti sono destinate per l’accoglienza, l’accompagnamento al lavoro, i tirocini, servizio civile, sostegno all’autoimpiego e mobilità professionale”.

In base alla storia scolastica e professionale, ai giovani che si iscrivono al Programma viene proposta una o più opzioni: un percorso verso il completamento del ciclo scolastico/formativo per chi non ha completato gli studi, per chi li ha terminati e vuol acquisire maggiori competenze un corso di formazione (sono previsti voucher fino a 4.000 euro) o ancora tirocini (con indennità) collegati ad incentivi all’assunzione, servizio civile (con indennità), oppure, se sussistono le condizioni, un percorso per diventare imprenditore o un colloquio per accedere direttamente al mondo del lavoro.

Ad oggi, secondo gli ultimi dati disponibili, sugli oltre 9.300 presi in carico sono quasi duemila i giovani che dopo l’adesione al programma e l’orientamento da parte dei Centri per l’impiego hanno avuto un’occasione di lavoro.

Di questi una parte importante, circa il 40%, con rapporti di lavoro dipendente a tempo indeterminato o a termine di durata superiore a sei mesi.
Tra essi 290 contratti di apprendistato, 282 contratti a tempo indeterminato, oltre a 1398 attivazione di rapporti di lavoro con varie forme contrattuali a termine.
Di questi, 1490 in provincia di Perugia e 480 in quella di Terni.

Se si passa poi ad analizzare i contratti di lavoro in base alla durata, si evidenzia che complessivamente sono 772 i contratti di lavoro dipendente aventi una durata almeno pari a sei mesi.

Ad integrare le notizie fornite dall’assessore regionale Paparelli,“L’Umbria è un polo d’attrazione nell’ambito di ‘Garanzia Giovani’ grazie agli strumenti messi in campo dalle nostre agenzie di formazione”.
Il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd)
riassume così i dati che dimostrano “l’importante risposta della Regione al programma volto a contrastare la disoccupazione giovanile”. “I Centri per l’impiego della Provincia di Perugia – illustra Smacchi – dicono che molti tra i novemila presi in carico per un primo colloquio arrivano da Puglia, Calabria, Abruzzo, Liguria, Piemonte, Veneto e Toscana. Tutti attirati dai programmi di formazione delle nostre agenzie.
Un flusso che non appesantisce le finanze umbre, visto che le Regioni di provenienza rimborsano all’Umbria l’erogazione della misura”.

“Al 31 luglio – specifica il consigliere regionale – il provvedimento assegnato maggiormente ai 7.060 giovani che si sono presentati nei cinque Centri della Provincia di Perugia sono i voucher per misure formative volte all’inserimento professionale (2.883), seguiti dai tirocini (2.702), il servizio civile (414), la scolarizzazione per giovani dai 15 ai 18 anni (408), le misure per agevolare l’accesso al lavoro (77) e il lavoro con le reti Eures (33).

Nello specifico – spiega Smacchi – oltre tremila misure sono quelle assegnate su PERUGIA. Si tratta di 1.551 tirocini e 1445 voucher mentre 162 sono gli indirizzati al servizio civile e 253 i giovani per le misure di scolarizzazione per i compresi tra i 15 e 18 anni. Ventinove sono quelli aiutati nell’accesso al lavoro, 14 nell’auto imprenditorialità e 27 Eures. A FOLIGNO 496 sono i tirocini, 544 i voucher, 73 quelli per il servizio civile, 70 indirizzati alle misure di scolarizzazione, 19 all’accesso al lavoro, 3 all’auto imprenditorialità e 2 Eures, per un totale di 1.180 misure.
A CITTÀ DI CASTELLO i provvedimenti totali sono 1.245. Quattrocentonove i tirocini, 596 i voucher, 153 gli indirizzati al servizio civile, 61 quelli indirizzati alla scolarizzazione, 20 per l’accesso al lavoro, 3 supportati nelle iniziative di auto imprenditorialità e 3 Eures.
A GUBBIO spiccano i voucher, 205. 195 i tirocini, 22 gli indirizzati al servizio civile, 22 alla scolarizzazione, 7 all’accesso al lavoro e uno coadiuvato nell’auto imprenditorialità.
Anche a GUALDO TADINO maggiore il numero di voucher sui tirocini, 93 infatti contro 78. Quattro le richieste di servizio civile, 2 le misure di scolarizzazione, 2 gli aiuti nell’accesso al lavoro e tre nell’auto imprenditorialità”.

“Complessivamente – spiega infine Andrea Smacchi – fino al 31 luglio sono stati 10.893 gli appuntamenti presi nei Centri per l’Impiego ma 3.402 giovani non si sono presentati. Dei rimanenti, 432 non avevano i requisiti. Numeri importanti dunque, quelli di Garanzia Giovani, per uno dei pilastri usati dalla Regione per contrastare la disoccupazione giovanile”.

Non tutti ovviamente sono soddisfatti:

Il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, commenta criticamente le valutazioni espresse dai rappresentanti della Giunta di Palazzo Donini in merito all’efficacia del programma Garanzia Giovani.
Per Liberati “in Italia Garanzia Giovani rappresenta dunque un fallimento su tutta la linea”, “un modello inadeguato per un Paese già privo di tutele e di reddito di cittadinanza”.

“Contestiamo alla radice il sistema Garanzia Giovani, modello europeo rivelatosi del tutto inadatto a un Paese come il nostro, già privo di tutele e di reddito di cittadinanza”.

Sul “presunto successo di Garanzia Giovani” Liberati afferma: “Oggi veniamo a sapere dall’assessore regionale Fabio Paparelli che ben 2mila giovani avrebbero trovato lavoro in Umbria. Ci piacerebbe sapere quale lavoro, forse uno occasionale e a liquidazione straposticipata? Un lavoro senza adeguati diritti economici, sociali, previdenziali sarebbe lavoro o piuttosto i decisori apicali stanno ingrossando le fila del nuovo caporalato legalizzato?”.

Andrea Liberati sottolinea che “giovani e meno giovani passano oggi invariabilmente tra voucher e tirocini, nell’assoluta precarietà, venendo pagati pochissimo, quando accade dopo mesi e mesi, senza nemmeno il diritto alla malattia: non si può essere soddisfatti di questa scandalosa situazione. Garanzia Giovani è l’ultima espressione vuota e retorica di un meccanismo insano, articolato nel tempo, atto a travolgere i residui diritti fino a sconvolgere le stesse famiglie italiane, ormai esauste. In Italia Garanzia Giovani rappresenta dunque un fallimento su tutta la linea”.

Per il consigliere regionale di opposizione a tutto ciò “in Umbria si aggiunge l’opacità del percorso di formazione, viste anche le denunce che il Movimento 5 Stelle ha presentato alle competenti autorità a seguito di puntuali esposti di alcune agenzie formative, che contestano le modalità di assegnazione dei fondi: una vergogna di cui qualcuno dovrà presto rispondere”

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