L’approvazione del bilancio 2015 conferma drammaticamente il raddoppio dell’addizionale Irpef e l’aumento per un milione di euro della pressione fiscale a carico dei cittadini,  con particolare aggravio per le fasce più deboli. In tutto questo stride il silenzio delle parti sindacali che, ad oggi, non sembrano essersi accorti di quanto determinato dall’amministrazione comunale. Ancor più grave,  però è l’atteggiamento del gruppo consiliare del Partito Socialista,  forza di governo determinante per il Sindaco Rossini, il quale, pur contestando apertamente le scelte fatte dalla giunta, alla fine approva il bilancio.
È apparso surreale l’intervento del consigliere Coletti,  il quale in perfetto politichese, ha letto un intervento con cui ha demolito l’operato dell’amministrazione,  parlando di scollamento fra la Giunta e i cittadini, della necessità di ripartire da zero (ad un anno e mezzo dalla fine del mandato) e facendo richiesta di una verifica politico – amministrativa, che tradotto significa rimpasto di giunta. È del tutto evidente come il Psi avrebbe i numeri in consiglio comunale per incidere sulle scelte amministrative evitando il salasso che aspetta i tuderti. A meno che i temi posti dai consiglieri socialisti siano tutti rivolti a questioni interne al partito (vedi nascita seconda sezione) e poco attinenti ai bisogni dei cittadini.  Un atteggiamento questo che indebolisce una giunta già di per se evanescente e che nulla aggiunge alla città se non riportarla ad una politica vecchia fatta di giochi e giochetti di cui i cittadini sono stufi.

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