I gemellaggi tra i Comuni della zona rossa intorno al Vesuvio e le Regioni prevedono che la popolazione di San Gennaro Vesuviano troverà accoglienza, in caso di eruzione del vulcano, in Umbria.
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E’ dal 1944 che il Vesuvio è in fase di quiescenza, ma gli esperti giapponesi della Tokyo University sono convinti di una cosa: una nuova eruzione avverrà a breve termine.

Convinzione che ora è rilanciata da due vulcanologi italiani, Giuseppe Mastrolorenzo e Lucia Pappalardo che, in uno studio pubblicato su “Nature”, hanno constatato che, in una caldera a una profondità di 10 chilometri tra il Vesuvio e i Campi Flegrei, tra il 2000 e il 2012 il suolo si è sollevato di almeno 20-30 centimetri.
Il tutto accompagnato da una sequenza di micro terremoti, nuovi fumaroli e molteplici casi di bradisismo.
I tempi dell’ eruzione non sembrano stringenti.
Si parla nel giro di qualche decennio per un evento che, all’evenienza, interesserà anche l’Umbria.

La “zona rossa” intorno al cono vulcanico, infatti, comprende i territori di 25 comuni delle province di Napoli e di Salerno e la direttiva della Protezione civile del 14 febbraio 2014 ha individuato anche i gemellaggi tra i Comuni della zona rossa e le Regioni e le Province Autonome che accoglieranno la popolazione evacuata.
E tra le Regioni destinate ad accogliere gli sfollati c’è anche l’Umbria, in cui verrebbero indirizzati gli abitanti di San Gennaro vesuviano.

La cittadina, circa 25 km a est di Napoli e 9 km a sud di Nola, 11.792 abitanti, è stata storicamente soggetta ai capricci dl Vesuvio.
Recenti rinvenimenti archeologici hanno permesso di datare alcuni insediamenti nella piena Età del bronzo, intorno al 2000 a.C., quando un’improvvisa eruzione del Vesuvio devastò le comunità presenti nell’area.
Per vari secoli l’intera zona, ricoperta da una fitta vegetazione, è rimasta del tutto disabitata ed ha costituito al più un’occasionale destinazione di caccia per gli abitanti dei primitivi centri limitrofi. Solo secoli dopo, nuove popolazioni cominciarono lentamente ad insediarsi nuovamente

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