La notizia di qualche giorno fa del ritiro dalla trattativa dell’azienda veronese per la presa in affitto di Aisa Centro Italia, sembrava aver messo definitivamente la parola fine alla storia dell’azienda tuderte e dei suoi dipendenti, ora in mobilità.
Ora, dalla ex proprietà arriva invece un’ipotesi di riorganizzazione aziendale che sembra però arrivare in maniera quantomeno tardiva.
Di seguito, in merito alla proposta, riportiamo il comunicato degli ex dipendenti di Aisa.
“In data 7 ottobre, presso la struttura Aisa Centro Italia, su richiesta della ex proprietà e di chi rappresenta la procedura concorsuale di concordato oggi attivata, in presenza delle maestranze della medesima società e della collegata Trelmet srl, oggi inattiva, veniva prospettata una ipotesi di riorganizzazione aziendale a mezzo la possibile costituzione di una Società Cooperativa, nella quale le stesse maestranze avrebbero dovuto depositare il proprio TFR a titolo di quota associativa.
Detta Cooperativa avrebbe dovuto sostituire la vecchia proprietà Aisa nella gestione della azienda così subentrando alla stessa, atteso che il probabile acquirente fattosi avanti per rilevare la Società, proprio la settimana scorsa ha preferito ritirare la proprio offerta, negando ogni disponibilità all’acquisto dell’Azienda.
Difronte alla proposta così formulata alle maestranze sorgono necessariamente delle riflessioni, sia in merito al timore che le stesse hanno di versare il proprio TFR quale quota associativa dando corso ad un investimento , che nessuno a loro garantito non essere a “fondo perduto “, sia in merito al fatto che detto TFR non è comunque nella loro disponibilità atteso che l’Azienda non lo ha corrisposto ai propri dipendenti,unitamente ad alcune mensilità,tanto che gli stessi si sono rivolti ad un proprio legale di fiducia per procedere al loro recupero, quanto e soprattutto per l’atteggiamento “carbonaresco” assunto dalla proprietà e da chi oggi rappresenta l’Azienda che fino ad oggi, ha tenuto assolutamente allo scuro le maestranze da ogni possibile ed eventuale decisione in merito alla stabilità e vita societaria.
Magari,se la proposta della costituzione della Cooperativa fosse stata avanzata alle maestranze quando c’era ancora la possibilità, nonostante la forte crisi, di risollevare la società,avendo questa un ottimo pacchetto clienti oggi praticamente fuori gioco e quando la stessa struttura versava in condizioni tali da richiedere opere base di manutenzione a costi limitati, forse tanti timori non ci sarebbero stati.
Ed è per questo che a seguito della proposta fatta ci si chiede il perchè questo sia accaduto solo oggi e si chiede altresì a chi di dovere di essere finalmente sinceri su quelle che sono le aspettative aziendali.
A quel punto, si potrebbe riaprire un discorso bocciato dalla maggioranza dei presenti alla riunione”.











