“Il Comune individui spazi per ospitare uffici di coworking: privilegiare il centro storico della città”.
E’ una proposta che viene dal Club “Forza Italia Marsciano” indirizzata direttamente al Sindaco di Marsciano Alfio Todini; il modello a cui fa riferimento il Club Azzurro si ispira alle strutture del “Coworking , realtà che hanno preso piede in alcune aree della Regione Umbria (vedi Foligno, Terni e Orvieto) mediante l’assegnazione di immobili comunali emanati da specifici bandi a costi agevolati.
“Il Coworking – esordisce Costantini Critiano – e’ una proposta che vuole rispondere all’attualità che il mondo del lavoro richiede; un progetto che va incontro alle esigenze di giovani e non che incontrano difficoltà nell’intraprendere una attività professionale autonoma. Sulla destinazione degli spazi – continua la nota stampa – auspichiamo che l’amministrazione comunale verifichi l’esistenza di strutture comunali soprattutto localizzate nel centro storico di Marsciano per dare cosi una seria e concreta risposta ai problemi che continuamente investono i centri urbani svuotati sempre più di attività commerciali.
Il coworking – prosegue Costantini – è uno stile “innovativo” che passando attraverso nuove forme di lavoro punta con decisione su nuovi modelli aggregatori investendo in innovazione, investimenti e capitale umano: e’ uno spazio virtuale e fisico dove i soggetti si scambieranno competenze, idee e quant’altro il tutto in un contesto dinamico e competitivo utile per ottenere una serie di valori aggiunti importanti per il business; abbattimento dei costi legati alla gestione e alla predisposizione di beni strumentali, sfruttamento di una rete vendita dedicata, sinergie su progetti trasversali e comuni, disponibilità di competenze diversificate e specializzate interne alla struttura, acquisizione di commesse dal network fino alla “Condivisione” di clienti”.
Marsciano ha bisogno di novità e il futuro passa per nuove forme di sviluppo di lavoro dove anche la parte pubblica deve saper accompagnare la progettazione di innovativi spazi lavorativi, di nuovi incubatori di idee dove termini come “start up”, co-working e altro – conclude costantini – “non suonino per vuoti slogan ad uso del politico di turno”.













