Nella chiesa, riaperta domenica 18 ottobre per la FAI Marathon, farà di nuovo bella mostra di se la tela del Barbiani fatta restaurare dal Comune
pala alt magg barbiani

Tuderti e turisti potranno tornare ad ammirare, domenica 18 ottobre, la pala dell’altare maggiore della Chiesa di Sant’Antonio, raffigurante il santo protettore degli animali in atto di onorare la Vergine col Bambino assieme ai santi Crispino e Crispiniano.
L’immagine sacra, opera dell’artista Bartolomeo Barbiani, si pone come uno dei primi lavori tuderti dell’allievo del Circignani e costituisce un preciso riassunto della storia dell’edificio,  in origine un oratorio, documentato già dal 1360, a servizio dell’annesso ospedale di Sant’Antonio, eretto e fondato dalla Confraternita dei Calzolari.

La tela, restaurata di recente per conto del Comune dallo studio “Restauri Castrichini”, sarà esposta in occasione della FAI Marathon di domenica 18 ottobre, evento che vede Todi tra le 130 città italiane protagoniste della manifestazione del Fondo Ambiente Italiano, con le visite guidate di tre luoghi solitamente non fruibili al pubblico: il Monastero della SS Annunziata, S. Ilario e, appunto, S. Antonio, la cui apertura ha suggerito al Comune, in qualità di proprietario del bene, peraltro in buone condizioni, di utilizzare l’occasione per far apprezzare il restauro della pala dell’altare maggiore.

La tela del Barbiani venne realizzata in concomitanza con il rifacimento dell’edificio ecclesiastico, che come ricorda l’iscrizione sull’architrave della portale di ingresso, venne terminato nel 1629, e costituisce l’elemento portante attorno a cui ruota un interessante ciclo di affreschi che decora la volta e le pareti laterali dell’ambiente ad unica navata.

Alla collaborazione tra l’artista di origine poliziana, che ha lavorato a Todi per lunghi anni e per diverse committenze soprattutto impegnato in opere di carattere devozionale, ed il tuderte Andrea Polinori si deve, nel 1642, la realizzazione della volta suddivisa in tre diverse campate per mezzo di partiture architettoniche in trompe l’oeil al centro di ognuna delle quali campeggiano rispettivamente l’Eterno benedicente al centro, i santi Crispino e Crispinano nel settore vicino alla parete di ingresso, e sant’Antonio in Gloria nella campata presso la parete di fondo.

Alla sola mano del Polinori è invece attribuita la lunetta del presbiterio, raffigurante Sant’Antonio che predica e compie miracoli, mentre di pennello ignoto è il ciclo di raffigurazioni presenti nelle sei lunette delle pareti laterali, datati al 1657 come si legge nei relativi car­tigli che illustrano i miracoli più significativi compiuti dal santo taumaturgo.

condividi su: