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Fermare la distruzione del territorio, la costosa proliferazione a macchia d'olio dei centri abitati, ridisegnare i vecchi centri urbani
casa vecchia

Sono almeno 7 anni che il settore edilizio è in crisi e non si vede una via d’uscita.
Molto probabilmente imprese, istituzioni e cittadini devono cambiare strategia.

La continua espansione dei centri abitati con il contemporaneo abbandono dei vecchi centri non è più un affare per nessuno.
Si allungano le distanze, ci sono zone che degradano sempre di più e le spese di manutenzione non trovano più risorse sufficienti per avere un impatto sulla situazione.

La gente ovviamente cerca, cercando di realizzare nuove abitazioni in periferia, cerca quelle comodità che nei vecchi centri mancano e che sono impossibili da creare per una serie di concezioni e vincoli che sembrano eccessivi.

C’è molto da salvare nella storia edilizia dei vecchi centri, ma quel molto non è il tutto.
Gli antichi abitanti dell’Umbria hanno conservato un panorama e borghi così come li hanno trovati, ma non certo hanno conservato tutto quel che hanno trovato.
Hanno salvato quel che valeva la pena di salvare, sull’altro hanno ricostruito secondo le esigenze dei tempi.

E’ quindi tempo di tornare alla filosofia del passato e puntare sul restauro di quel che ha significato, ma nello stesso tempo togliere di mezzo quel che di brutto, anche se antico, è stato realizzato in passato.

I cittadini da soli non potranno mai risolvere il problema, ma le istituzioni dovrebbero mettere in campo quelle risorse che potrebbero risparmiare fermando la progressiva distruzione del territorio agricolo, l’estensione delle linee di rifornimento alle nuove zone, avendo un approccio più lungimirante e meno timido, soprattutto individuando un nuovo disegno delle città che non sia il mero ricalco, sia pure in meglio, dell’esistente.

A Marsciano le aziende del territorio del Settore edile CLAM Soc.Coop srl- Emu spa – Eurolegno Srl- Fail Coop Srl-Fapi Srl – F.B.M. Fornaci Briziarelli Marsciano spa – GMP Spa – Grifoflex Spa – Metalmeccanica Umbra Sas- Sea Spa- Sidernestor Srl – hanno rappresentato alle autorità presenti le difficoltà in cui versa il settore edilizio attraversato da una crisi che dura ormai da ben 7 anni e dalla quale non si vede ancora una via di uscita.

Da parte delle imprese è venuto un pressante appello alla Regione affinchè il progetto del Social housing venga portato avanti attraverso l’impegno e l’opera dell’Assessore, di modo che nell’arco di pochi mesi siano individuate le aree, realizzate le progettazioni ed iniziati i cantieri.

A sostegno degli sforzi che imprese locali stanno ponendo in essere per uscire dalla crisi è stata inoltre sottolineata la necessità che nei capitolati di appalto siano privilegiati prodotti e manufatti di aziende che siano in regola con le certificazioni, ricercando possibili modalità di coinvolgimento di aziende umbre del settore e la esigenza che gli appalti siano affidati ad imprese serie che garantiscano il buon fine del progetto, dalla realizzazione dell’opera al pagamento ai fornitori, in modo da evitare che nel giro dei subappalti subentrino aziende non strutturate e poco affidabili.

Sono stati inoltre richiesti lo snellimento delle procedure amministrative ed autorizzatorie e l’adozione da parte della Regione di politiche volte a favorire la riqualificazione del patrimonio edilizio, considerando che esistono edifici realizzati negli anni 60 e inadeguati rispetto alle attuali norme di sicurezza, efficienza energetica ed isolamento acustico.

Condizioni, queste, ritenute dalle aziende indispensabili per poter continuare la propria attività e per evitare di dover prendere in considerazione l’alternativa di un trasferimento all’estero, con conseguenti, gravissime ripercussioni sulla economia e sulla occupazione.

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