La "Compagnia instabile di Colpetrazzo" ha messo in scena al Concordia di Monte Castello di Vibio un affollatissimo spettacolo, senza chiedere alcun compenso, per il restauro dell'orologio della torre campanaria
Monte Castello Vibio Torre Campanaria

Recentemente la Società del Teatro della Concordia ha organizzato uno spettacolo, volto a reperire fondi per restaurare l’orologio della Torre Campanaria fermo ormai da trent’anni.

La “Compagnia instabile di Colpetrazzo” che per la prima volta recitava in un teatro, anche se così non sembrava da come gli attori si muovevano sul palco, ha messo in scena “Tu WhatsApp, io zappo”, una rappresentazione divertente e pensosa insieme, dalla fervida fantasia dell’autrice – regista Luciana Vescarelli.
Attraverso la risata si è voluto far riflettere sul buon uso e non abuso dei social network.
Lo scontro generazionale, ma soprattutto l’amore e la saggezza degli anziani, sono il messaggio centrale dell’opera.

Il Teatro della Concordia, riempito fino all’inverosimile, ha abbracciato questa compagnia elogiandone la generosità poiché non ha voluto alcun compenso e i montecastellesi volentieri hanno partecipato alla raccolta fondi.

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Anche il Mercatino della Confraternita dell’Addolorata ha voluto contribuire alla causa organizzando una cena per la compagnia.

La Torre Campanaria sorse dove esisteva la piccola e antica chiesa di San Rocco, demolita per le cattive condizioni.
I lavori terminarono ne 1850 e la struttura che prese il nome di Torre Campanaria, fu progettata dall’architetto Santini, che aveva già realizzato i progetti per la chiesa di S.s. Filippo e Giacomo e Santa Illuminata.
Egli fu chiamato a realizzare il progetto e la perizia per la costruzione che prevedeva la spesa di 500 scudi. Insieme al Santini fu chiamato per la realizzazione del progetto Angelo Cica.
Per la campana si pensava di restaurare quella del vecchio campanile, appartenente alla chiesa di San Rocco, ma poi si decise di farne una tutta nuova.
Il lavoro fu commissionato dal comune a Francesco Giustiniani di Foligno.
La nuova campana fusa, del peso di 672 libre e costo di 161,40 scudi, fu poi collocata all’interno della torre e realizzata a spese della chiesa. Il suono della campana scandiva la vita dei montecastellesi e si ode nella vicina campagna.

L’Amministrazione Comunale ha espresso sentimenti di gratitudine e di apprezzamento per l’iniziativa e spera che altre associazioni locali possano fare altrettanto, perché grazie alla coesione tra associazioni si realizzano i grandi obiettivi, e riavere un orologio che funziona di nuovo, è simbolo di un paese che torna a funzionare.

Simone Mazzi

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