Indagate per frode in commercio sette note aziende nazionali
olio in germania

Forse l’intento era quello di rilanciare il consumo di strutto e burro tipico dei paesi nordici ma poi non hanno potuto far a meno di esaltare il consumo di olio di oliva gli scienziati citati dalla stampa inglese che ritengono invece che, una volta riscaldati,  gli oli di mais, girasole, di palma e di soia – spesso chiamati  “oli vegetali”-  rilasciano elementi chiamati aldeidi, che sono stati collegati a vari tipi di cancro e malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.
Martin Grootveld, un professore di chimica bioanalitica e patologia chimica presso la De Montfort University, ha detto che un pasto fritto in olio vegetale, come il pesce e le patatine fritte contengono 100 a 200 volte più aldeidi rispetto al limite giornaliero fissato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), secondo il Daily Telegraph.

E gli acidi grassi omega 6 presenti negli oli vegetali spingono fuori gli acidi grassi omega 3  che sono invece più importanti perchè mantengono il cervello sano, secondo il professor John Stein, professore emerito di neuroscienze all’Università di Oxford.
Tali notizie, purtroppo, non possono nascondere il fatto che anche in Italia ed in Umbria c’è gente che l’olio di oliva, per motivi di profitto, lo espongono al ludibrio  della gente con danni incalcolabili, oltre che per la salute anche per l’economia agroalimentare. Infatti, c’è anche una nota azienda umbra – spoletina, tra quelle che venderebbero olio di oliva che non è extravergine come dichiarato.
La frode in commercio è il reato che il pm Raffaele Guariniello, della procura di Torino, contesta ai rappresentanti legali di sette aziende del settore, tutti marchi famosi. Ciò dopo che i laboratori delle agenzie delle dogane hanno esaminato campioni prelevati dai carabinieri del Nas e hanno verificato casi in cui l’olio, a differenza di quanto indicato, non era affatto extra vergine.

 

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