Decio con i nipoti

Compie 100 anni il montecastellese Decio Mannaioli. È il quarto a raggiungere questo invidiabile traguardo e per Monte Castello di Vibio è un record, non solo locale ma regionale, poiché negli altri comuni raramente si è raggiunti la soglia di quattro centenari in una volta sola.
Certo non c’è più il vigore di qualche anno fa ma non lo ha mai abbandonato la grinta, “la tigna” si chiama a Monte Castello che gli ha fatto superare anche di recente momenti difficili. Due figlie, quattro nipoti, una pronipote: sembrano numeri poco significanti ma per lui sono persone, sono la sua vita. Chissà quante volte avrà fatto gli scongiuri quando gli auguravano: “Cento di questi giorni!” che come per tutti del resto non sono state certo rose e fiori, sin dalla nascita.

Aveva fretta di conoscere il mondo e così dopo solo sette mesi, in un freddissimo 16 Novembre del 1915, decise che era giunto il tempo di uscire. In un periodo in cui non c’erano incubatrici e si partoriva in casa, la levatrice lo coprì mettendolo accanto al grande focolare e andò a cercare il dottore, perché in quelle condizioni non avrebbe potuto vivere a lungo. “Il dottore è morto da tanto tempo, io sono ancora vivo!” ricorda nonno Decio.

Il suo carattere spesso ruvido e spigoloso, probabilmente è eredità di famiglia, poiché mantiene ancora quei caratteri che hanno distinto i garibaldini: amore per la patria, coraggio e dignità in ricchezza tanto come in povertà.
Sì, perché Decio Mannaioli, figlio di Italo, è nipote di Tullio Mannaioli anche lui nato a Monte Castello di Vibio l’8 Giugno 1837, che partì volontario con molti altri patrioti umbri. Sicuramente partecipò alla spedizione dei Mille, e il suo coraggio proverbiale è testimoniato da tre medaglie al merito ottenute per l’Indipendenza e l’Unità d’Italia.

Ora è giunto il tempo di festeggiare e lui per la festa ci ha sempre tenuto. Tutto il paese è stato invitato per la festa che si terrà Sabato 21 Novembre presso i locali parrocchiali ex ACLI, e siamo certi che in molti faranno la fila per stringere affettuosamente questo “nonnetto” che fino a qualche anno fa suonava ancora il mandolino.
Auguri allora caro Decio: “Hai compiuto cento anni, vanne fiero! Sono in pochi a raggiungere questo traguardo. Ma nonno Decio dice sempre: “Dopo cento non ce ne sono più?”, perché nonostante tutto di anni vorrebbe viverne di più.

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