Madre e figlia italiane, di sessanta e venticinque anni, ed un giovane di origini africane, di trenta anni, sono rimasti gravemente intossicati da monossido di carbonio sprigionato da un braciere
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E’ stato probabilmente un mix di freddo, povertà, scarsa esperienza e considerazione che le abitazioni d’oggi, per quanto economiche, non hanno quel ricambio continuo d’aria che si aveva quando per scaldarsi non c’era che il fuoco di legna o carbone a porre in grave pericolo di vita tre persone.

Allarme nella notte a Castiglione del Lago.
Una famiglia composta da madre e figlia italiane, di sessanta e venticinque anni, ed un giovane di origini africane, di trenta anni,
è stata ricoverata al Santa Maria della Misericordia a causa di una intossicazione da monossido di carbonio.

E’ stato accertato che l’intossicazione è stata determinata dalle esalazioni di un braciere, trovato in azione al momento dei soccorsi, azionato durante la notte per riscaldare la casa dopo il freddo di questi giorni.

Nel cuore della notte, come riferisce una nota dell’ufficio stampa dell’Azienda Ospedaliera di Perugia- è arrivata la richiesta di soccorso alla centrale operativa del 118, che ha disposto l’invio di una autoambulanza ed auto mediche, partite dall’ospedale di Castiglione del Lago.

Le condizioni degli intossicati sono stazionarie dopo che i sanitari della struttura di Medicina Interna hanno iniziato le terapie.
L’intera famiglia era stata trasferita in ospedale in codice rosso, assegnato per le condizioni in cui versavano le due donne ed il giovane al momento dei soccorsi.

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