Quanti Partiti Socialisti esistono a Todi? La domanda, all’apparenza legittima stando agli ultimi accadimenti politici, trova la risposta ferma del segretario regionale del PSI, Silvano Rometti: “Esiste un solo Partito Socialista. A Todi c’è solo una situazione fortemente dialettica, non priva di difficoltà oggettive, che stiamo affrontando e che gestiremo con il senso di responsabilità che ci è proprio”.
Al centro del dibattito cittadino resta però la verifica amministrativa aperta proprio su richiesta di una delle componenti del PSI tuderte. Sussistevano o no le condizioni per l’apertura di una crisi? “Dal mio osservatorio – risponde Rometti – non ho mai avuto riscontri circa problemi interni all’Amministrazione comunale di Todi, con la quale c’è stato un rapporto diretto e collaborativo anche durante il periodo in cui sono stato assessore regionale. Fino a giugno non c’è stato alcun segnale che potesse dare luogo ad una possibile crisi politico-amministrativa. Tuttora ritengo che sia stata una scelta non condivisibile, scelta che indebolisce l’Amministrazione cittadina, già chiamata a fare i conti con una congiuntura economica difficile, ad appena un anno dalle prossime elezioni comunali”.
Giorni fa il Sindaco Rossini è uscito con un documento con il quale ha anticipato la volontà di chiudere la verifica entro breve: come è stato letto dal segretario regionale del PSI? “Mi sembra che il Sindaco abbia mostrato la volontà di guardare oltre la contingenza facendo un positivo sforzo di prospettiva. Mi ha colpito invece negativamente l’insistenza di Rossini sul voler avere come unico interlocutore il gruppo consiliare, che è bene ricordarlo è composto per due terzi da persone subentrate in Consiglio grazie alle dimissioni dei due rappresentanti effettivamente eletti e dimessisi perchè chiamati dal Sindaco a far parte della Giunta, una Giunta di eletti, quindi a connotazione politica”.
Anche così, però, il problema sembra rimanere tutto in caso socialista… “E’ noto che il gruppo consiliare socialista non ha grandi rapporti con i livelli regionali del partito. Per questo il Sindaco si era impegnato a convocare una riunione congiunta che, dopo essere stata fissata, è stata dallo stesso disdetta e rinviata ma poi mai più riconvocata, quando invece sarebbe stata utile ai fini di un confronto e di una ricomposizione della situazione, altrimenti a rischio di deterioramento, con effetti non prevedibili e non controllabili”.
Da Todi potrebbero partire fibrillazioni in grado di contagiare anche altri ambiti e realtà? “Siamo un partito responsabile, presente in tutti i vari livelli istituzionali regionali. Non saremo noi a fare dei colpi di testa, ma nel frattempo è chiaro che ogni situazione fa storia a se. Sia chiaro però che farò di tutto per impedire la sostituzione dei due assessori presenti nella Giunta comunale di Todi, respingendo fermamente ipotesi politicamente inaccettabili”.
L’intransigenza è legata al valore dei due assessori ma non soltanto a quello sembra di capire? “E’ del tutto evidente! A Todi abbiamo un PD che fa quadrato intorno ai suoi assessori ed un altro assessore (Caprini, ndr) che pur non avendo più da tempo un proprio gruppo consiliare di riferimento viene ritenuto inamovibile perchè riferimento di una certa area politica. Accettare un rimpasto che veda mettere fuori gioco soltanto gli assessori socialisti equivarrebbe ad assumersi la totale responsabilità delle mancanze dell’Amministrazione, una cosa del tutto lontana dal vero, visto il lavoro portato avanti e l’apprezzamento che riscuote tra i cittadini la delegazione socialista”.
Quale può essere allora la via di uscita dalla crisi che il Sindaco dovrebbe percorrere? “Non credo che sia una responsabilità soltanto di Rossini. Ci dobbiamo tutti far carico di risolvere i problemi, a partire da quelli interni al partito, con spirito collaborativo e di servizio. Certo, fossi stato nel Sindaco avrei dato uno stop prima, subito, a delle richieste di modifica degli assetti politici ad un anno dalla scadenza del mandato. Andavano messi in modo fermo dei paletti, distinguendo tra l’opportunità di una fisiologica verifica degli obiettivi amministrativi, con conseguente aggiornamento del programma elettorale, e l’apertura di una immotivata fase di instabilità politica in grado di danneggiare l’azione di governo della città”.









