Dall'indagine di Unioncamere risulta che l'occupazione registra valori negativi in tutte le classi dimensionali esaminate.
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Un famoso coro lirico intonava il ”Partiam, partiam”, ma non partiva mai nessuno.
Ciò può illustrare la situazione rilevata dall’indagine congiunturale sul settore manifatturiero e sul settore commerciale e cruscotto statistico – 3° trimestre 2015 delle Camere di Commercio.

Infatti il presidente di Unioncamere Umbria Giorgio Mencaroni così commenta “gli imprenditori intervistati mostrano ancora, nei loro giudizi, segnali di cautela, con dubbi ed incertezze.

Ancora una volta è l’export a trainare, come nel resto d’Italia, i valori positivi della nostra regione, come sono migliori le performance delle imprese più grandi e strutturate, anche se molto lavoro c’è ancora da fare per far si che aumentino anche i dati relativi all’occupazione che purtroppo registra valori negativi in tutte le classi dimensionali esaminate”.

La caduta è stata davvero grande ed ora non si è ancora risaliti all’orlo della buca in cui s’era precipitati caratterizzata da uno scarso utilizzo dei fattori produttivi che hanno resistito al tonfo e fin quando l’occupazione non tornerà a crescere non ci sarà “trippa per i gatti”

E infatti l’Indagine dei mesi luglio – settembre su 340 imprese operanti negli 8 comparti produttivi più significativi per la nostra regione segna quasi tutti valori positivi anche se la ripresa tanto sottolineata nel trimestre precedente sembra rallentare, anche in ragione del fatto che proprio il trimestre precedente si confrontava con periodi antecedenti caratterizzati da una congiuntura particolarmente sfavorevole.

Nel Settore manifatturiero: Valori di produzione, fatturato e ordinativi tutti positivi sia a livello congiunturale che tendenziale; Occupazione in calo in tutte e tre le classi dimensionali, anche se con valori più “pesanti” in quelle da 0 a 9 addetti (-5,9%);

I settori in difficoltà sono le altre industrie (con il segno positivo solo per gli ordinativi esteri), e soprattutto le industrie tessili e dell’abbigliamento che registrano tutti valori negativi; Buoni i valori dei settori di chimica, elettronica, meccanica e dei metalli.
Settore commercio: inversione di tendenza con un rallentamento delle performance positive che si erano registrate nel trimestre precedente
Calano le vendite, in totale, sia a livello tendenziale che congiunturale• (rispettivamente -2,1% e -4,7%); vendite con valori positivi registrate solo per le imprese con 50 e più addetti; cala l’occupazione;•

Tra gli imprenditori intervistati il commercio vede previsioni di sostanziale stabilità (fatturato, prezzi di vendita, ordini ai fornitori, occupazione) seguite però da quelle di aumento.

Il numero delle iscrizioni di nuove imprese (968), continua a superare quello delle cessazioni (893);•
Il settore del commercio risulta il più vitale, mentre i settori più toccati dal calo delle iscrizioni (rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno) sono trasporti, costruzioni e turismo; tra le nuove iscritte diminuiscono le imprese individuali a favore delle società di capitale; si conferma il calo dell’occupazione•

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