Arrestato in flagranza di reato per una grave violenza, non è stato ancora giudicato a distanza di quattro anni e si rischia la prescrizione del reato
delitti e pene

Le associazioni che si occupano di violenza di genere, Libertas Margot, Centri antiviolenza, Progetto donna, Liberamente donna, Il Coraggio della Paura, Rete Donne Antiviolenza hanno segnalato un fatto che merita varie riflessioni.

Quattro anni fa una giovane donna perugina fu bestialmente violentata, il responsabile arrestato in flagranza fece un mese di carcere ed un altro ai domiciliari in comunità.
Il processo non si è ancora celebrato e si rischia la prescrizione perché il sistema giudiziario è di fatto incentrato su chi commette reati e sulla pena

Forse il responsabile s’è pentito, sicuramente delle conseguenze che su di lui ha avuto il fatto, ma se s’è veramente pentito della violenza compiuta su un altro essere umano ed ora la sua mente ne rifugge non è cosa che qualcuno su questa Terra potrà mai sapere.

Quindi per la società, per gli altri uomini e donne, quell’uomo è sempre, perché non si può dimostrare il contrario, un pericolo grave.
Un discorso che vale per ogni tipo di violenza e che fa sorgere l’interrogativo se per questi tipi di reato si possa pensare a pene, più o meno gravi, più o meno lunghe, o debba prevalere il diritto della società a vivere tranquilla, sicura che uomini di quel genere, quelli che hanno tolto la vita ad altri o hanno tentato di farlo o hanno segnato con la loro violenza la vita altrui, non avranno più occasione di ripetere le loro gesta

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