Da Israele e Milano apprezzamenti per le cure avute dalle equipe perugine
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Non si può dire che questo fine d’anno 2015 sia avaro di complimenti per gli operatori dell’ospedale di Perugia.
Complimenti e riconoscimenti pubblici che si aggiungono ai tanti ricevuti nel corso d’anno e fanno crescere la rinomanza dell’ospedale umbro, complice anche una costante, tempestiva, precisa ed apprezzata attività di comunicazione ad opera di una “vecchia volpe” del giornalismo, che risponde al nome di Mario Mariano.

Complimenti che vengono dall’estero e dall’Italia del nord, luoghi nei confronti dei quali spesso gli umbri mettono in pratica il detto ” l’erba del vicino è sempre più verde” ed invece.

“ Recatomi in Umbria per far visita ad una parente che doveva sottoporsi ad un intervento chirurgico, in seguito ad un attacco di diverticolite, anche io sono stato ricoverato nella Unità di Chirurgia Generale di codesta struttura ospedaliera…”.
A dimissioni avvenute, Arnaldo Z. , un signore di 60 anni residente a Milano, oltre a raccontare la curiosità del caso, in una lettera indirizzata alla direzione generale, coglie l’occasione per ringraziare il personale medico ed infermieristico “ per il trattamento ricevuto sia da me che da mia cognata, ed in particolare ringrazio per professionalità e dedizione il dottor Paolo Baccari e tutto il suo staff ”.
Ad incassare complimenti e auguri per le festività, da parte del paziente lombardo, anche la direzione aziendale.

Anche una paziente israeliana operata alla testa a Perugia scrive ai medici e si dichiara “ Lieti di ospitarvi sulle coste del Mar Morto”
Sara Elber, la paziente israeliana operata alla testa lo scorso settembre dall’equipe dei neurochirurghi dell’ospedale S. Maria della Misericordia, non ha certo dimenticato chi le ha permesso di scrivere la parola fine ad una brutta avventura vissuta mentre si trovava in vacanza in Umbria.
In occasione delle feste di fine anno, la donna ha voluto inviare al direttore della struttura di Neurochirurgia Corrado Castrioto un cartoncino di auguri accompagnato oltre che dai ringraziamenti “ dal profondo del cuore per tutto quello che avete fatto per noi”, da un invito a trascorrere le vacanze sulle coste del Mar Morto.

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Il testo fatto recapitare, è scritto in italiano, lingua che l’insegnate israeliana parla correntemente. “Saremo lieti di ospitarvi qui da noi in Ein Gedi “, scrivono Sara e Zeevik e il suo compagno.
In occasione dell’intervento chirurgico per “ una espansione della ghiandola dell’ipofisi”, l’equipe del Dr. Castrioto utilizzò per la prima volta un’apparecchiatura speciale, in uso solo in cinque centri in Italia, che permette di vedere le immagini in maniera tridimensionale.

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