A Ponterio non mollano la presa sull’Amministrazione comunale, anzi reiterano con ancora maggiore durezza le posizioni degli abitanti e dei commercianti del paese sulla variante urbanistica, dimostrando forse di non aver troppo gradito che la partecipazione pubblica richiesta sia stata depotenziata ad una gara di raccolta firme a favore o contro.
Dal comitato di Ponterio informano di aver protocollato oggi, 3 febbraio, una lettera al Sindaco e di aver predisposto un nuovo volantino (nella foto) nel quale – sotto il titolo “(solo) e ancora cemento” – vengono evidenziate le opere pubbliche previste dal contratto di quartiere nel 2004 insieme al fatto che a 12 anni di distanza nulla è stato ancora realizzato.
Il punto centrale è proprio questo. A Ponterio chiedono, “in relazione agli atti del Contratto di Quartiere sottoscritti circa 15 anni fa da molti cittadini ed operatori commerciali, che, prima di procedere a qualsiasi tipologia di intervento, sia presentato ed illustrato alla popolazione dei paesi interessati (Ponterio, Pian di Porto e Pian di San Martino), in pubblica riunione, un progetto da condividere per:
1. La realizzazione dell’area verde prevista dal Contratto di Quartiere;
2. La sistemazione del ponte di ferro sul Tevere;
3. La sistemazione dell’area relativa all’ex distributore AGIP con la previsione di realizzare una piazza con possibilità di parcheggio e di una struttura multimediale e polivalente di almeno 400 mq. ad uso della popolazione dei tre paesi interessati. Tali locali sarebbero destinati alla realizzazione di iniziative ricreative e culturali di cui già oggi siamo in grado di presentare un programma dettagliato degli eventi”.
Nella lettera inviata al Sindaco Rossini si sottolinea che “tutto ciò è necessario in quanto ad oggi la frazione risulta ancora sprovvista di aree verdi ed ampi spazi ad uso comune con l’evidente difficoltà oggettiva legata alla viabilità ed ai parcheggi che si riflettono sulla vita quotidiana di tutti gli abitanti e sui legittimi interessi delle piccole attività commerciali presenti sul territorio da anni”.
Il comitato scrive che “l’eventuale approvazione della variante urbanistica (da residenziale a commerciale) interessante l’area di fianco all’EMI venga subordinata alla:
a. Realizzazione completa ed effettiva dei punti 1, 2, 3 citati sopra;
b. Condivisione dell’analisi del piano d’investimento, del progetto delle strutture da realizzare, della tipologia e categorie merceologiche e infine sulle garanzie riguardante l’occupazione apportata da tutto l’indotto”.
“Restiamo fermamente convinti – è la conclusione della dura presa di posizione – che gestire il bene comune significhi rispondere alle legittime esigenze della comunità, ponendo al PRIMO posto gli interessi di molti e non quelli di pochi. Tutto ciò può concretizzarsi non più con le solite promesse ma con fatti concreti e tangibili”.









