Il Governo ha accolto la richiesta delle Regioni di tener conto di accordi interregionali per la valutazione della nuova impiantistica
inceneritore

Per ogni impianto c’è una dimensione minima al di sotto della quale non si può andare quando se ne vuole rispettare l’economicità di gestione e questo varrebbe anche per i così detti termovalorizzatori che in una regione piccola come l’Umbria potrebbero avere la tentazione di aumentare forzatamente la raccolta del materiale da bruciare per sopravvivere con ciò vanificando ogni politica di contenimento dei rifiuti e di riutilizzo dei materiali.

E’ questa preoccupazione probabilmente quella che ha spinto ad affrontare il problema dei confini regionali stretti in tema di realizzazione di nuovi termovalorizzatori ed ipotizzare anche servizi interregionali anche se ciò, contraddicendo il principio di “ciascuno il suo” potrebbe allentare la tensione civile in chi si trova garantito dal vicino e quest’ultimo potrebbe sentirsi usato.

Comunque,“Il Governo ha accolto la richiesta delle Regioni di tener conto di accordi interregionali per la valutazione della nuova impiantistica di termovalorizzazione”: lo rende noto la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, presente oggi a Roma alla riunione della Conferenza Stato Regioni con all’ordine del giorno anche l’individuazione della capacità complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili in esercizio o autorizzati a livello nazionale.

“Questa condizione positiva che è stata richiesta con forza dall’Umbria – dice la presidente Marini – permetterà alla nostra regione di portare avanti l’attuazione del Piano di rifiuti, accelerando ancor più la raccolta differenziata, arrivando così al superamento delle discariche. In questa direzione sarà importante la definizione di accordi con la Regione Toscana con la quale già oggi su questo tema esiste una positiva collaborazione”.
“Il risultato raggiunto oggi – conclude la presidente – impone un atteggiamento concreto e collaborativo delle amministrazioni comunali affinché gli obiettivi di raccolta differenziata stabiliti dal Piano si realizzino concretamente”.

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