Egregio Sig. Ministro,
vorremmo riproporre all’attenzione di codesto Ministero una vicenda ormai da troppo tempo sopita, se non addirittura dimenticata.
Nel 2008, il Tempio di “Santa Maria della Consolazione” di Todi, uno dei più fulgidi esempi di arte rinascimentale italiana, fu sottoposto allo scempio di una illuminazione artificiale che venne letteralmente infissa sulle “vive” pietre del Tempio.
Circa 700 fori furono inferti per sistemare decine di fari, che alterarono l’estetica sia di giorno che di notte e dei pali da stadio furono installati intorno al prato che lo circonda.
Centinaia di cittadini s’indignarono e contestarono questa operazione a dir poco barbara, che non teneva conto, oltre che dell’estetica, nemmeno della fragilità di un Tempio del ‘500.
Ci furono manifestazioni, comitati, singoli cittadini, personalità del mondo dell’arte che si mobilitarono per far si che questo scempio fosse prima evitato e poi sanato.
Tutto inutilmente.
La burocrazia, la paura di conseguenze economiche da imputare a vari soggetti hanno fatto si che su tale episodio calasse un velo di silenzio assordante.
Ripercorrendo a ritroso la storia di questo meraviglioso Paese, ci è capitato però di venire a conoscenza di fatti che hanno dimostrato quanto, semplici funzionari, dalla «schiena dritta», hanno fatto per difendere l’arte italiana ed i suoi tesori.
Si pensi a quei Soprintendenti che, rischiando la vita, nascosero, alle mani avide e sanguinarie dei nazisti, decine e decine di opere d’arte, o a coloro che  dedicarono la propria  vita al recupero ed alla difesa dei tesori dell’arte italiana.
Animati appunto dal loro esempio e dalla certezza che il nostro desiderio coincida con quello di Lei, signor Ministro, e di tutti i destinatari di questa lettera, torniamo a chiedere che siano attuate tutte le misure del caso affinché questo monumento sia riportato nelle condizioni precedenti a quello sciagurato intervento.
Sperando che la Sua sensibilità e quella del Suo Ministero, diano finalmente una risposta positiva per sanare questo grave danno che tra l’altro, con il tempo è destinato ad aggravarsi sempre di più, porgiamo i nostri rispettosi saluti.

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