Servirà a qualcosa l’assemblea pubblica di ieri sera convocata dall’Amministrazione comunale sulla delicata questione della variante urbanistica? Nonostante la presenza di numerosi cittadini ed esercenti i cui interventi si sono registrati all’unanimità contro l’approvazione della variante urbanistica, dubito fortemente di no!
C’è il timore che la piena disponibilità del sindaco ad ascoltare le varie esigenze dei cittadini, possa celare invece il fatto di avere già in tasca l’approvazione della variante urbanistica. Pertanto una partecipazione che sarà servita a ben poco se la percezione che ormai l’”operazione” sia stata già “chiusa” prima di cominciarla, venga confermata.
Comunque bisogna dare atto che a metterci la faccia c’è stato solo e soltanto il sindaco Rossini. Non è infatti passata inosservata l’assenza dell’assessore all’urbanistica come anche l’incompleta presenza della compagine consiliare del partito socialista ridotta ad un solo portabandiera. Anche l’assenza di tre consiglieri di Centrodestra può dirla tutta sul reale rischio che la variante urbanistica venga approvata e che tutte le perplessità espresse dai cittadini sulla realizzazione di ulteriori due centri commerciali a Ponte Rio a quel punto finiranno alle ortiche.
La palla ora passa direttamente in Consiglio Comunale, proprio lì ci sarà la conta e finiranno i vari giochi politici e i tatticismi dei consiglieri comunali che fuori dall’aula consiliare si fanno belli a dire di non essere d’accordo ma poi al dunque pronti a non essere presenti o usciranno al momento del voto. Questo ai cittadini non serve!  Si deve avere coraggio e assumersi la responsabilità di un sì o un no!
L’iniziativa del cambio della destinazione d’uso dei due lotti voluta dell’Amministrazione comunale, oltre ad incidere negativamente nel tessuto commerciale tuderte esistente, porta anche allo stravolgimento dell’aspetto paesaggistico della zona, degli standard urbanistici, dell’aspetto architettonico delle strutture.
Per questo nei giorni scorsi ho presentato un’interpellanza all’Amministrazione comunale per conoscere le motivazioni che hanno indotto il servizio urbanistica ad esprimere il parere motivato in merito alla non assoggettabilità VAS della variante, quando invece due precedenti varianti al piano attuativo, sempre relative al Contratto di Quartiere 2, sono state invece sottoposte alla Valutazione Ambientale Strategica seppure per modesti cambiamenti.
Credo che gli enti preposti, fra cui Regione e Sovrintendenza, non possano non tenere conto dei radicali cambiamenti che eventualmente comporterà la variante urbanistica e rifare una più attenta valutazione che tiene conto della reale situazione.

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