1) L’ATTEGGIAMENTO AMBIGUO DEL SINDACO. L’impostazione personalistica del Sindaco ha dato spazio a due diverse interpretazioni: è rimasto solo perché la maggioranza si è smarcata? Oppure ha voluto la scena tutta per sé per dimostrare di essere l’uomo solo al comando, relegando i Consiglieri al ruolo di gregari?
A un certo punto è sembrato smarcarsi dalle responsabilità “è il Consiglio che decide, non io. Il voto del Sindaco vale uno, come quello di ogni Consigliere”. E’ la scoperta dell’acqua calda!
Più che quanto conta il voto del Sindaco, dovrebbe dire con onestà e chiarezza assoluta che cosa succede se i suoi non votano compatti per il sì. Armageddon e tutti a casa? Un banale scivolone senza conseguenze, come se fosse una normale praticuccia edilizia?
Ha anche aggiunto “questi signori attendono una risposta”, come se il ritardo fosse colpa dei cittadini e non di chi aveva il compito istituzionale di istruire bene la pratica, sia dal punto di vista tecnico che della partecipazione di una decisione che rivoluzionerebbe la vita di un quartiere e di una città.
Un’altra furbata: doveva essere l’assemblea sul tema specifico della variante al PRG, ma il Sindaco ha preferito spostare l’accento sul Contratto di quartiere. Ottima manovra politica, ma scarso rispetto per l’intelligenza degli intervenuti.
2) LO SVOLGIMENTO DELL’ASSEMBLEA Le obiezioni principali alla variante segnalavano il rischio che molte aziende tuderti possano essere danneggiate dal potere economico sproporzionato dei nuovi centri commerciali. Queste preoccupazioni sono riportate anche nel recente comunicato del PD, che evidenzia “ la mancata possibilità di venire a conoscenza delle categorie merceologiche che possano insediarsi..”
Ma allora c’è qualcosa che non quadra.
All’Assemblea, seduto tra le prime file, era presente uno dei due investitori. Quale occasione miglior per dargli la parola e fargli dare quelle risposte, e quelle garanzie, che fugherebbero ogni dubbio? E invece niente.
Un maligno in sala ha mormorato “ il Sindaco l’ha chiamato per fargli vedere che lui ce la sta mettendo tutta, però quei brutti e cattivi dei tuderti gli fanno i dispetti”
3) LA VALUTAZIONE DEI RISULTATI DELL’ASSEMBLEA sia fra i presenti che sulla stampa, è stata che la variante ha avuto una sonora e unanime bocciatura.
Ma avete letto le conclusioni tratte dal Sindaco nel suo comunicato? Sono sconcertanti per il gergo politichese che nulla dice e molto allude: “ la variante sarà valutata all’interno di un quadro più articolato di valutazioni che riguarderanno il Consiglio comunale”.
Che accidenti vuole dire?
Immaginate cosa sarebbe accaduto se avesse provato a dire quella stessa frase davanti all’Assemblea.
4) LA NOSTRA POSIZIONE, fin dall’inizio, è chiarissima: di varianti al PRG ora neanche se ne deve parlare. Solo quando il Contratto di quartiere, che aspetta da anni, verrà completato, allora si potrà cominciare a ragionare su nuove iniziative. Adesso la variante va respinta senza neanche parlare di contenuti, perché è di una portata talmente grande che stravolgerebbe il Contratto di quartiere, rendendo impossibile il completamento così come progettato.
Sbagliano quelli che in questi giorni, nell’ottica della mediazione a ogni costo, pensano a portare comunque qualcosa a casa ( concediamo la variante e in cambio facciamoci fare qualche opera di compensazione ).
Se le opere di verde pubblico ci spettano, grazie al Contratto di quartiere, le vogliamo e le pretendiamo dall’Ente pubblico competente, e non come benevola concessione o contropartita consolatoria di un privato che ha sbagliato un investimento immobiliare e ora vuole che la collettività gli regali una variante che vale milioni di Euro.
5) LE VOCI. Si sente in giro che la variante passerà comunque, con una maggioranza trasversale, che vedrà una parte della destra votare a favore al posto dei piddini dissidenti.
E molti ci dicono: ragazzi, avete fatto bingo! Questi qua vi regalano la vittoria alle elezioni su un piatto d’argento!!! Basta che ve ne restiate fermi, e i voti della gente scontenta arriveranno !!!
Ma voi sapete quanto siamo fatti male noi 5 Stelle. Non ci piace vincere facile.
Quindi non speriamo assolutamente che questo scenario si realizzi, e continueremo a batterci perché in Consiglio comunale la variante non si voti.
Le elezioni non si devono vincere su fatti che stravolgeranno il futuro della città, nell’ottica del tanto peggio tanto meglio.








