Da alcuni giorni non mi do pace, so che la mia città ospiterà Costanza Miriano per la presentazione del suo libro “Sposati e sii sottomessa”. Naturalmente non sono per la censura, il mio problema non è che il libro venga scritto e pubblicato, promosso ed acquistato, anche se la cosa mi inquieta e non poco, ma il fatto è che la presentazione avverrà in una delle principali sale dei palazzi comunali.
So che per utilizzare la Sala del Consiglio va protocollata una richiesta alla Giunta Comunale che la deve votare ed eventualmente approvare. Ora quello che mi chiedo è perché. Perché questa Giunta di centrosinistra che tra le parole chiave della campagna elettorale aveva “Pari Opportunità”, che organizza flash-mob contro la violenza sulle donne, che dovrebbe impegnarsi per compensare la grave carenza della presenza femminile al suo interno (rappresentata solo dall’assessora Massetti), che dovrebbe rispettare e rispecchiare i valori del proprio elettorato, concede con tanta leggerezza l’uso di un luogo così importante?
“L’uomo deve incarnare la guida, la regola, l’autorevolezza. La donna deve uscire dalla logica dell’emancipazione e riabbracciare con gioia il ruolo dell’accoglienza e del servizio”. Oppure: “A me l’uomo che ha opinioni rocciose e mena fendenti coraggiosi piace moltissimo”. E ancora: “Troppe donne sono in lotta con i mariti, i compagni, e diventano insopportabili. Solo perché non hanno capito il segreto dell’accoglienza, e poi della sottomissione, dell’obbedienza come atto di generosità”.
Questo è un esempio dei contenuti del libro della Miriano. Come donna, cittadina e sostenitrice di questa amministrazione comunale da candidata nelle liste delle elezioni amministrative, sento di aver diritto quanto meno a una spiegazione.
A Marsciano la stessa presentazione avrà luogo all’interno dell’oratorio, perché a Todi si concede una delle sale più importanti? Non si poteva dire di no? Visto che la richiesta va protocollata e deve essere esaminata dalla Giunta suppongo che tale esame possa dare tanto un esito positivo quanto negativo. Non si tratta di censura ma di scelta politica e non sarebbe male se questa amministrazione comunale dimostrasse di avere un’idea, un progetto politico chiaro come sosteneva in campagna elettorale.
L’Italia è un paese masochista, sa farsi molto più male da solo di quanto potrebbero fargliene gli altri. Dopo decenni di lotte, battaglie e conseguenti conquiste ci si ritrova a dire “…ancora con questo antifascismo? Ma non vi sentite anacronistici? Vi siete accorti che i fascisti non ci sono più?”, “…ma che fai la femminista? Ancora state lì a rivendicare diritti ormai che comandate voi? Ora bisognerebbe aiutare gli uomini piuttosto”. Un Paese senza coscienza e senza memoria che si ritrova così con movimenti e partiti neofascisti sempre più diffusi e radicati sul territorio e, perfino, candidati alle elezioni. Il Paese in cui 6 milioni 788 mila donne hanno subito nel corso della propria vita una violenza fisica o sessuale, in cui in un anno vengono uccise 152 donne (117 in ambito familiare), in cui non c’è ancora parità di stipendio con l’uomo né la stessa possibilità di fare carriera.
Come dicevo in apertura sono giorni che questa cosa mi tormenta, ho continuato a interrogarmi sull’opportunità di questa mia comunicazione. Non sarebbe più facile farsi gli affari propri, starsene a casa, non pensarci? Basta non comprare il libro, mica sono obbligata a leggerlo. Basta non andare alla presentazione. Potrei mandare una mail privata al Sindaco e agli Assessori interessati o farmi proprio gli affari miei.
Poi apro internet e leggo l’articolo di Marisa Ombra a proposito dei fascisti di Rinascita Magentina che hanno gridato alle donne dell’ANPI “meritate di essere stuprate dai negri come a Colonia”. Marisa Ombra, partigiana e femminista, ultranovantenne, scrive che “Bisogna fare qualcosa subito. […] non resta che impegnarsi, impegnarsi, impegnarsi, per far scattare in ciascuno un moto di ribellione per chiedere finalmente l’applicazione della Costituzione…”. Marisa è una Donna straordinaria e non ha mai smesso di combattere. Ha già fatto così tanto, potrebbe ritirarsi a una vita tranquilla o potrebbe andarsene, vedendo ciò che le generazioni dopo la sua hanno fatto con le sue conquiste. Invece resta qui e continua a lottare, a battersi per un futuro migliore, giorno dopo giorno, anche se il suo futuro è sempre più breve. Allora mi dico che non posso tacere, lo devo a Marisa e a chi come lei ha fatto dell’impegno civile e politico la propria ragione di vita.
È stata valutata fino in fondo l’opportunità di concedere la Sala del Consiglio a chi invita le donne ad essere sottomesse? Spero che l’amministrazione comunale cerchi e trovi il tempo per dare una risposta esaustiva.

Camilla Todini
Marusca Ambrogi
Nadia Bassetti
Nicoletta Bernardi
Fabiola Bernardini
Federico Bernardini
Patrizia Bianchini
Francesca Bottari
Lorenzo Carrara
Paolo Cardoni
Erika Castoni
Alessia Fagioli
Livia Ferracchiati
Chiara Giussani
Marco Grondona
Angelica Ingria
Alili Lavdrim
Paolo Antonio Manetti
Silvia Marconi
Alessandro Masci
Lucia Mencaroni
Francesco Mosca
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Laura Percali
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Elisa Scassini
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