Assistendo al dibattito in merito alla concessione della Sala del Consiglio per la presentazione del libro “Sposati e sii sottomessa”, mi sento in dovere di intervenire avendo trovato inopportuno che sia stata promossa una sottoscrizione contro la decisione dell’Amministrazione Comunale, rea di aver dato concesso un luogo istituzionale così importante, a Costanza Miriano. Personalmente, ritengo che bene ha fatto l’Amministrazione Comunale. Non solo perché non è stata di parte, ma anche perché ha rispettato la Costituzione Italiana che tra le libertà riconosce anche quelle di pensiero e di espressione.
Chi vorrebbe un mondo in cui tutti la pensano in modo unico?? Immaginiamoci che noia e quanta poca riflessione individuale e collettiva ci sarebbe!!! Sarebbe come gridare “Viva la democrazia” e poi provare orrore qualora vincesse l’opposto schieramento e giudicarlo usurpatore. Si dimostrerebbe così di essere contrari all’alternanza di governo e di considerare proprie le istituzioni. Pertanto l’opportunità di parola, di espressione, va data a chiunque, sia esso di sinistra, di destra o di centro, sia esso nero, bianco o giallo, sia esso uomo o donna. E’ una questione di tolleranza, è una questione di civiltà.
Anche se non condivido il pensiero di Costanza Miriano, sono contraria alla ghettizzazione quando si allude che il luogo più idoneo da concedere alla scrittrice, che non piace, debba essere riposto.
Come sono contraria alle consulte femminili, le quali non risolvono il problema della rappresentanza delle donne nelle istituzioni, in quanto piccoli ghetti dove si mantiene una casta in stato di inferiorità.
Concludo con le parole di Simone de Beauvoir sulla donna: “la libertà può spezzare il cerchio”.

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