Rossini ha proposto un rimaneggiamento delle deleghe e il cambio di vicesindaco, con Costanzi al posto di Pipistrelli, ma la soluzione al momento non è passata
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Non trova “pace” la crisi politico-amministrativa che, tra alti e bassi, si protrae a Todi ormai dalla scorsa estate. Tra “discese ardite e risalite” (come cantava Battisti in “Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi”)  la situazione rimane in pericolosa fase di stallo, con conseguenti rischi di avvitamento e di anticipazione del clima pre-elettorale in vista dell’appuntamento con le urne del 2017.

Nei giorni scorsi il Sindaco Rossini ha messo mano al rimpasto di Giunta, con una ridistribuzione delle deleghe ai vari assessori ed un passaggio di testimone dell’incarico di vicesindaco da Luca Pipistrelli a Emidio Costanzi, nel tentativo di sciogliere in modo salomonico il nodo gordiano generato dalla contrapposizione tutta interna al partito socialista, dove le anime di romettiani e buconiani vivono da mesi a Todi da separati in casa.

Il primo cittadino avrebbe sottoposto agli assessori il nuovo assetto invitandoli a sottoscriverlo senza ulteriori indugi, ma non tutti lo avrebbero fatto a cuor leggero. Anzi, uno, Manuel Valentini, non l’ha fatto proprio, lamentandosi per una soluzione caduta da fuori e dall’alto senza alcun percorso trasparente di condivisione con il gruppo consiliare del Pd e con gli organi del partito.

Valentini avrebbe visto nel tentativo di colpo di mano del Sindaco un ulteriore scollamento tra l’Amministrazione e il Partito democratico, con un tradimento del mandato conferito dagli elettori ad una squadra di persone che sono state o si vorrebbero sempre più marginalizzare seguendo schemi propri di un vecchio modo di fare politica chiusi da soli in una stanza.

Risulta che il focoso assessore abbia chiesto la convocazione di una segreteria del Pd che, tenutasi sabato ma senza esiti apprezzabili, sarebbe stata riconvocata nei prossimi giorni, allargata a consiglieri comunali ed assessori e, sembra, anche alla presenza di qualche rappresentante regionale, chiamato evidentemente a tentare di ricomporre una frattura non facilmente sanabile.

Resa dei conti? Notte dei lunghi coltelli? Probabilmente nulla di tutto questo, ma è evidente che l’atmosfera non è delle più serene e che se i malesseri a lungo rimasti sotto la cenere dovessero deflagrare, come è già successo tra i socialisti ed anche all’interno della ormai ex lista “I valori della sinistra”, la strada verso le elezioni potrebbe diventare irta di ostacoli.

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